{"id":9142,"date":"2018-09-09T23:43:11","date_gmt":"2018-09-09T21:43:11","guid":{"rendered":"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/?p=9142"},"modified":"2018-09-09T23:43:11","modified_gmt":"2018-09-09T21:43:11","slug":"relazione-dio-mi-affida-una-missione-damore-i-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/relazione-dio-mi-affida-una-missione-damore-i-parte\/","title":{"rendered":"Relazione \u00abDio mi affida una missione d\u2019amore\u00bb I Parte"},"content":{"rendered":"<section  class='av_textblock_section av-jlvds95g-1b9386b637f0d6123b65d2485a13fafb '   itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/BlogPosting\" itemprop=\"blogPost\" ><div class='avia_textblock'  itemprop=\"text\" ><p style=\"text-align: center;\"><strong>Relazione tenuta al Campo Vocazionale Giovani<br \/>\nper il movimento \u201cPresenza del Vangelo\u201d<br \/>\ndal titolo<\/strong><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>\u00abDio mi affida una missione d\u2019amore\u00bb<\/strong><\/h3>\n<p>Motta D\u2019Affermo, 1990;<br \/>\n<em>trascrizione da nastro audiofonico , pp. 20, AGP, b. IV, fasc. 10, scatola cassette 1990<\/em>.<\/p>\n<p>I Parte<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-9143 lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1723_amore_mani_che_si_sfiorano-300x222.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"222\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-9143 lazyload\" src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1723_amore_mani_che_si_sfiorano-300x222.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"222\" srcset=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1723_amore_mani_che_si_sfiorano-300x222.jpg 300w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1723_amore_mani_che_si_sfiorano-24x18.jpg 24w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1723_amore_mani_che_si_sfiorano-36x27.jpg 36w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1723_amore_mani_che_si_sfiorano-48x36.jpg 48w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1723_amore_mani_che_si_sfiorano.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/noscript>Prendo l&#8217;avvio dalla riflessione fatta nei due incontri di quest&#8217;anno cenacolare. La riflessione era questa: Dio mi ama, Dio \u00e8 amore in s\u00e9 stesso innanzi tutto, Dio \u00e8 amore perch\u00e9 trinitario; il Padre ama il Figlio e lo Spirito, il Figlio ama il Padre e lo Spirito, lo Spirito ama il Padre e il Figlio in una comunione in cui ciascuna delle Persone totalmente, direi, si riversa nell\u2019altra tanto da costituire una unit\u00e0 inscindibile. Dio \u00e8 amore da sempre, costitutivamente \u00e8 amore, dunque, in s\u00e9 ed ha manifestato il suo amore nella creazione. L\u2019amore, che in Dio \u00e8 infinito, \u00e8 traboccato al di fuori di Lui stesso, se cos\u00ec si potesse dire, perch\u00e9, niente \u00e8 \u00abal di fuori\u00bb di Lui in un certo senso.<\/p>\n<p>L&#8217;amore \u00e8 creativo ed ha creato l\u2019uomo, anzi ha fatto dell\u2019uomo il destinatario di questo amore trinitario. Per l&#8217;uomo Dio ha creato l&#8217;universo. \u00abChe cosa \u00e8 l&#8217;uomo perch\u00e9 te ne curi? Eppure, lo hai fatto poco meno degli Angeli, tutto hai posto sotto i suoi piedi\u00bb (Salmo 8). Dio, infinito, immenso, Colui che ha dato origine a questo universo incommensurabile ama questo granello di polvere che \u00e8 l&#8217;uomo ed ama ciascun uomo e, potremmo dire, lo chiama per nome, cio\u00e8 lo conosce in profondit\u00e0 e lo ama, lo ama donandogli tutto ci\u00f2 che \u00e8 necessario perch\u00e9 possa raggiungere gioia, felicit\u00e0, equilibrio, pace; lo ha dotato di quelle facolt\u00e0 naturali che possono condurlo all&#8217;equilibrio, alla pace.<\/p>\n<p>Ricordiamo il Siracide in cui viene detto proprio questo: \u00abGli hai dato intelligenza, cuore, facolt\u00e0 fisiche perch\u00e9 possa raggiungere la sua pace, la sua gioia\u00bb. Dio ama l&#8217;uomo e gli manifesta il suo amore proprio attraverso il creato che lo circonda e attraverso il creato che \u00e8 la sua stessa natura umana. Ama l&#8217;uomo e gli manifesta il suo amore, ancora di pi\u00f9, preordinando un piano di liberazione perch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 limitato, \u00e8 in un certo senso chiuso, limitato gi\u00e0 per natura, ma poi ancora di pi\u00f9 \u00e8 limitato per via dei male che si impossessa di lui: il peccato. Il peccato \u00e8, soprattutto, l&#8217;egoismo, la superbia.<\/p>\n<p>Dio, nel suo amore, lo vuole aprire all\u2019amore e da sempre ha preordinato un piano di salvezza e di liberazione, un piano che via via si \u00e8 andato rivelando attraverso il popolo ebraico, attraverso i profeti, per mezzo dei quali ha anche annunziato il suo amore. Ricordate Geremia, Isaia che paragona l&#8217;amore di Dio all&#8217;amore di una madre, anzi Dio ama pi\u00f9 di quanto possa amare una madre. Ricordate il profeta Osea che paragona l\u2019amore di Dio all\u2019amore di uno sposo che ama tanto la sua sposa da amarla ancora quando la sposa lo tradisce e la va a cercare e la vuole ricondurre a s\u00e9. L&#8217;amore di Dio si manifesta in questo piano di salvezza e di liberazione che ha la sua realizzazione piena poi in Ges\u00f9 Cristo. Cristo Ges\u00f9 \u00e8 la manifestazione pi\u00f9 chiara, pi\u00f9 evidente di questo amore di Dio. Ges\u00f9 \u00e8 l&#8217;amore di Dio fatto carne per l\u2019uomo, potremmo dire, parafrasando le parole di S. Giovanni.<\/p>\n<p>Cristo Ges\u00f9 \u00e8 capace di dare la sua vita per amore, quindi di dare \u00abtutto\u00bb, perch\u00e9 quando ha dato la sua vita non gli resta pi\u00f9 niente. Donandosi per amore, Egli ci libera dal nostro egoismo. In Lui noi abbiamo l\u2019esempio del \u00abcome donarsi\u00bb. Ma non \u00e8 soltanto una liberazione esemplare, nel senso che, guardando a Lui, noi diciamo: \u00abcos\u00ec dobbiamo fare\u00bb, ma \u00e8 una liberazione che va in profondit\u00e0. Infatti, Cristo, morendo sulla Croce ha scardinato i poteri di colui che cerca di chiuderci nel nostro egoismo, ha vinto colui che sollecita e fomenta la nostra superbia, ha vinto satana. Inoltre, donando il suo sangue per noi ci dona la forza interiore per vincere il male che \u00e8 in noi ed attorno a noi. Donandosi a noi come cibo, quindi come forza, Egli ci d\u00e0 la capacit\u00e0 di aprirci alle dimensioni del suo amore. Cristo ci libera radicalmente dal male e dall\u2019egoismo.<\/p>\n<p>Dio, dunque, \u00e8 amore e ci chiama all&#8217;amore. Mi ama personalmente, m\u2019ha manifestato il suo amore, mi chiama all\u2019amore. Quale oggetto di amore, poteva dare pi\u00f9 grande? Quale oggetto di amore poteva dare a noi che potesse appagare il nostro desiderio dell&#8217;infinito, se non se stesso? Egli ci ha chiamati alla comunione con s\u00e9. \u00c8 in questa comunione con Lui che noi possiamo trovare la pienezza della nostra vita in Lui.<\/p>\n<p>Tutto l&#8217;Antico Testamento \u00e8 un continuo richiamo di Dio all\u2019amore verso di Lui, verso un Amore che \u00e8 disinteressato. Desiderando l\u2019amore del suo popolo, Dio non vuole ottenere qualcosa per s\u00e9: \u00abChe me ne faccio dei vostri sacrifici? Che me ne faccio dei vostri vitelli e dei vostri montoni? Tutta la terra \u00e8 mia. Purificatevi, lavatevi dei vostri peccati\u00bb. Ecco, il Signore, non desidera qualcosa per s\u00e9, desidera qualcosa per noi. L&#8217;amore che desidera verso di Lui \u00e8 un amore che viene a purificare, cio\u00e8 a liberarci.<\/p>\n<p>Dio mi chiama all\u2019amore, perch\u00e9 io diventi amore, perch\u00e9 io riesca ad inserire il mio piccolo cuore nel suo grande cuore e al mio piccolo cuore riesca a dare le dimensioni del suo cuore e cos\u00ec poi il mio cuore pu\u00f2 spaziare e quindi gioire: \u00abVi ho detto queste cose, perch\u00e9, la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena\u00bb. Ricordate il Vangelo di S. Giovanni al cap. 16, durante l\u2019ultima cena, quando Ges\u00f9 parla di amore? Certamente, noi possiamo vivere di questo amore se rimaniamo in Lui. Egli, come si \u00e8 detto precedentemente, ci chiama all\u2019amore, all\u2019amore che \u00e8 comunione con Lui, che \u00e8 abitare in Lui ed essere abitati da Lui: \u00abSe mi amerete e le mie Parole rimangono in Voi, rimarrete in me ed io in voi\u00bb (cfr. Giov. 15,7). Ed ancora: \u00abSe osserverete i miei comandamenti, rimarrete in me, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore\u00bb (Giov. 15,10). \u00abRimanere in Lui\u00bb ed \u00abessere abitati da Lui\u00bb: questo \u00e8 dialogo di amicizia con Cristo \u00abNon vi chiamo pi\u00f9 servi, ma vi chiamo amici perch\u00e9 tutto quello che ho udito dal Padre, l\u2019ho fatto conoscere a voi\u00bb (cfr. Giov. 15, 12-17).<\/p>\n<p>I versetti dal 12 al 17 sono proprio quelli che riguardano, direi, questa proclamazione ufficiale dell\u2019amicizia di Ges\u00f9 nei confronti dei suoi discepoli. Egli ci manifesta tutto, \u00e8 ora che anche noi gli manifestiamo tutto, ecco il dialogo: ascolto, risposta. Quindi rimanere in Lui significher\u00e0 ascoltarlo, ascoltare la Sua Parola, nutrirsi della Sua Parola, nutrirsi del suo sangue, significher\u00e0 accoglierlo dentro di noi. Tutte le volte che noi celebriamo l&#8217;Eucarestia, celebriamo la Pasqua, perch\u00e9 Cristo morto e risorto diventa una sola cosa con ciascuno di noi: \u00abChi mangia la mia carne e beve il mio sangue, rimane in me ed io in Lui\u00bb. Ricordate Giovami al capitolo 6 e soprattutto i versetti dal 48 al 58: \u00abIo sono il pane di vita\u00bb. Il Signore mi chiama all\u2019amore ed \u00e8 proprio in questa comunione di amore con Lui che noi, in un certo senso, ci identifichiamo con Lui. S. Paolo, in Galati 2,20, ci dice: \u00abNon sono pi\u00f9 io che vivo, \u00e8 Cristo che vive in me\u00bb. In questo rapporto di amicizia possiamo fare tanto spazio a Lui in modo che, abitando in noi, Egli vive per mezzo nostro e noi viviamo in Lui. Ci\u00f2 non significa che veniamo come depersonalizzati, ma anzi la nostra personalit\u00e0 viene come esaltata, cio\u00e8 viene data una nuova potenzialit\u00e0 alle nostre facolt\u00e0 naturali. La nuova potenzialit\u00e0 significa questo: nella Sua Parola noi troviamo la luce per capire chi siamo, da dove veniamo, che cosa dobbiamo fare, che cosa \u00e8 bene che noi andiamo via via compiendo nella nostra vita. Ecco una potenzialit\u00e0 nuova alla nostra intelligenza, una luce nuova, una forza nuova alla nostra volont\u00e0 per potere realizzare ci\u00f2 che abbiamo capito che \u00e8 bene fare.<\/p>\n<p>Non sempre riusciamo a gestire la nostra volont\u00e0 nel modo giusto, anche perch\u00e9 essa viene determinata, ma forse tante volte limitata ed anche condizionata da tanti elementi esterni a noi. Pensate ai cosiddetti \u201cpersuasori occulti\u201d che via via ci determinano a fare delle cose che non abbiamo deciso noi, ma altri. Dobbiamo fare i conti anche con i condizionamenti interni\u2026 la nostra storia personale che ha determinato in noi delle tendenze e delle tensioni, delle attrattive e delle propulsioni. Veniamo condizionati da tante cose. Questa forza di Cristo, questo abitare di noi in Lui e di Lui in noi, gradualmente ci libera da tutti questi condizionamenti, d\u00e0 maggior potere alla nostra volont\u00e0, alla nostra capacit\u00e0 di autodeterminarci, di scegliere.<\/p>\n<p>Ecco, quindi, questa presenza di Cristo in noi, questo vivere in Lui e di Lui, avviene nel dialogo con Lui, dialogo che \u00e8 preghiera, contemplazione. La preghiera ci fa vedere il Cristo presente in ogni momento della nostra vita, perch\u00e9 tutta la vita diventa, poi, preghiera, dialogo costante con Lui che \u00e8 presente dentro di noi e attorno a noi. Vengono colti, poi, degli altri stimoli, delle altre sollecitazioni per un colloquio pi\u00f9 forte, pi\u00f9 approfondito; ma \u00e8 sempre colloquio anche quello a bocca chiusa, come quando si \u00e8 accanto ad un amico e, anche se non si parla, si ha la consapevolezza che si sta comunicando.<\/p>\n<p>Questa lunga presentazione voleva essere un riassunto di quello che abbiamo fatto nei due incontri precedenti anche per chi, forse, non ha partecipato ad uno dei due incontri o a nessuno, altrimenti quello che diremo non sarebbe comprensibile.<\/p>\n<p>Qui a Motta ci fermeremo sul tema \u201cDio mi affida una missione d&#8217;Amore\u201d, perch\u00e9 trasformandomi, trasfigurandomi in Lui io divento amore e questo amore logicamente dovr\u00f2 manifestarlo. \u00abDovr\u00f2\u00bb indica una necessit\u00e0 della mia natura, della mia nuova natura. Come potr\u00f2 essere amore, se non amo? Tutta la mia vita, quindi, diventa o dovrebbe diventare una manifestazione della mia natura nuova che deve essere \u00abamore\u00bb. Ges\u00f9, quando sale al cielo, dice ai discepoli e agli apostoli: \u00abmi sarete testimoni fino agli estremi confini della terra (At. 1,8). \u201cTestimoni\u201d significa \u201csegno della sua presenza\u201d. Ciascuno di noi diventa icona, una immagine di Dio, di questo Dio Amore, di Colui che aveva posto quella immagine. Ritornano le parole \u00abcreato a sua immagine e somiglianza\u00bb. Nell&#8217;Antico Oriente, in molti posti, il padrone di un determinato territorio, ai confini del suo territorio, poneva una immagine sua; e quell&#8217;immagine voleva dire: fin qui arriva il mio potere, la mia signoria.<\/p>\n<p>L\u2019uomo, creato a immagine di Dio, segno della presenza del Signore, dunque, non \u00e8 un\u2019immagine muta, impotente, ma ha la sua intelligenza, la sua capacit\u00e0 di volere e, quindi, a immagine di Dio diventa creativo, fattivo nell\u2019amore. \u201cTestimoni\u201d, dunque, significher\u00e0 essere segno dell\u2019amore di Cristo, amore che ha avuto come destinataria la Chiesa, sua Sposa, anzi l&#8217;umanit\u00e0 tutta, perch\u00e9 per tutta l&#8217;umanit\u00e0 Lui \u00e8 morto. Cristo vuole chiamare tutta l\u2019umanit\u00e0, vuole che diventi Chiesa, ama tutta l&#8217;umanit\u00e0. Ogni uomo, quindi, pu\u00f2 avere questo rapporto di amore con Dio. Con coloro che gli rispondono diventa dialogo. Lui chiama e l\u2019altro risponde; e la risposta lo fa entrare nelle \u00abcomunit\u00e0\u00bb di coloro che gli rispondono, nella comunit\u00e0 di coloro che lo seguono, nella \u00abChiesa\u00bb. Tutti siamo questa vite, questo grappolo di uva in cui ciascuno ha il suo nome, per\u00f2, tutti quanti costituiamo un\u2019unica vite, siamo cellule che hanno la propria identit\u00e0, ma che fanno parte dell&#8217;unico corpo. Cristo ama la Chiesa, ha amato la Chiesa ed ha dato s\u00e9 stesso per lei, per renderla santa ed immacolata. Ricordate questa frase nella lettera di S. Paolo agli Efesini. La troviamo in un discorso sul matrimonio. Infatti, S. Paolo dice: \u00abmariti, amate le vostre mogli come Cristo ha amato la Chiesa ed ha dato s\u00e9 stessa per lei\u00bb (Ef 5,25).<\/p>\n<p>Qui facciamo una piccola osservazione: nell\u2019Antico Testamento veniva detto \u00abDio ama Israele come lo sposo fedele ama la sua sposa, anche se infedele\u00bb. Il termine di paragone \u00e8, cio\u00e8, il matrimonio, meglio quel rapporto tra lo sposo e la sposa, perch\u00e9 l\u2019amore di Dio era invisibile, mentre l\u2019amore tra gli sposi era visibile. In Paolo avviene il contrario \u00abmariti, amate le vostre mogli&#8230;\u00bb. \u00c8 evidente che qui il termine di paragone \u00e8 l&#8217;amore che Cristo ha per la Chiesa, perch\u00e9 quest\u2019amore l&#8217;abbiamo visto e lo vediamo, l\u2019abbiamo constatato, \u00e8 un amore fino all&#8217;estremo limite: \u00abAvendo amato i suoi, li am\u00f2 fino alla fine, fino all\u2019estremo limite\u00bb (Giov.13,1).<\/p>\n<p>Essere testimoni dell\u2019amore significa esplicitare, attraverso la propria vita, questo amore che Cristo ha per la Chiesa, questo rapporto di reciprocit\u00e0 che c\u2019\u00e8 tra Cristo e la Chiesa. La Chiesa cio\u00e8 diventa, anche per coloro che ne fanno parte, mediazione di questo amore di Cristo, cio\u00e8 ciascuno di noi riceve l&#8217;amore di Cristo per mezzo della Chiesa, all\u2019interno della Chiesa e celebra i sacramenti in quanto Chiesa. Non potrei celebrare un sacramento se non fossi Chiesa. Se io mi ponessi al di fuori della Chiesa non celebrerei i sacramenti, farei dei semplici riti che non hanno senso. Certamente Dio non pu\u00f2 limitare il suo amore, per\u00f2 la via pi\u00f9 efficace, la via pi\u00f9 ordinaria \u00e8 quella della comunit\u00e0, la Chiesa, attraverso la quale Egli fa giungere a noi il suo amore che si manifesta per mezzo dei sacramenti. Noi riceviamo questa presenza di Dio in noi attraverso i sacramenti che ci comunicano la sua stessa natura. Ovviamente Dio non pu\u00f2 limitare a questo la sua comunicazione di s\u00e9 stesso, perch\u00e9 Dio ama ogni uomo e trover\u00e0 il mezzo per arrivare a ciascuno, per\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 difficile per l&#8217;uomo capirlo. Ci sono alcuni che arrivano a questa conoscenza di Dio anche attraverso un cammino di autoformazione, un cammino mistico, cio\u00e8 di preghiera che va in profondit\u00e0. Pensate, ad esempio, ad alcune persone, che vivono nel buddismo, che arrivano anche a delle forme di mistica che sono un attingere a Dio. E quando si arriva a questo, Dio \u00e8 di tutti, di sempre, Dio loro e Dio nostro.<\/p>\n<p>Nella Chiesa, per\u00f2, abbiamo pi\u00f9 possibilit\u00e0, anche se coloro che ne fanno parte non sono tutti santi. La Chiesa non esaurisce il Regno di Dio, cio\u00e8 la presenza di Dio nel mondo, ma \u00e8 la forma evidente di questo Regno di Dio che va espandendosi, che va realizzandosi. Noi, quindi, abbiamo una comunicazione di Dio mediata dalla Chiesa. Il matrimonio \u00e8 proprio questa testimonianza dell\u2019amore di Dio che viene mediato da un altro.<\/p>\n<p>Pensate, per esempio, alla celebrazione del sacramento del matrimonio. Noi sappiamo che nel matrimonio i ministri sono gli sposi. Quando avevo parlato del sacramento del matrimonio in una classe di scuola superiore, alla fine una ragazza mi disse: \u00abquando mi sposo mi deve sposare lei, professore ed io ho subito risposto: \u00abNo, non \u00e8 possibile perch\u00e9 noi preti non possiamo sposarci e, come andiamo dicendo da circa un mese, i ministri del matrimonio sono gli sposi!\u00bb. I compagni hanno riso. Essere ministro significa essere canale di questa presenza di Dio, di questa presenza di amore. Dio passa dall\u2019uno all\u2019altra quando si stringono le mani.<\/p>\n<p>In tutti i sacramenti c\u2019\u00e8 il gesto della imposizione delle mani, che viene detto epiclesi (dal greco), invocazione (dal latino) e significa \u00abchiamare su\u00bb. \u00c8 una invocazione dello Spirito Santo ed \u00e8 lo Spirito Santo che rende presente il Signore nel pane e nel vino, nel battezzato, nel cresimato, ecc&#8230; Nel matrimonio non c\u2019\u00e8 l\u2019imposizione delle mani, io penso che questa viene sostituita dalla stretta di mano: \u00abDatevi la mano ed esprimete il vostro consenso\u00bb, \u00abio&#8230; prendo te&#8230;\u00bb. \u00c8 proprio in quel momento che ciascuno diventa mediatore per l&#8217;altro della presenza di. Dio. E, come nel momento sacramentale cos\u00ec nella vita coniugale, in certo senso, ciascuno dei due si presenta a Dio per mezzo dell&#8217;altro, diventa una presentazione inscindibile. Dio non conosce, ad esempio, Mario se non per mezzo di Pina e viceversa non conosce Pina se non per mezzo di Mario, se sono sposi. Questa inscindibilit\u00e0 di comunicazione, per\u00f2, non significa che ciascuno dei due non possa dialogare con il proprio Signore personalmente, mentre sacramentalmente e costitutivamente gli sposi significano questa comunicazione che c\u2019\u00e8 tra Dio e ciascuno per mezzo della Chiesa, e di ciascuno con Dio per mezzo della Chiesa. Logicamente i due, poi, costituiscono la famiglia che \u00e8 un nucleo della Chiesa, anzi la Chiesa domestica, la Chiesa a dimensione di una casa. Quindi, come la Chiesa ha nelle sue dimensioni varie caratteristiche, cos\u00ec la famiglia.<\/p>\n<p>Le varie caratteristiche della Chiesa sono queste: la Chiesa \u00e8 una, cio\u00e8 vive in comunione e, quindi, la famiglia vive il dono della comunione che \u00e8 la comunione trinitaria che viene data alla Chiesa e che viene data alla Chiesa domestica, l\u00e0 dove ciascuno vive per gli altri e gli altri vivono per ciascuno. Nessuno vive una vita sua per s\u00e9, ma la vive per gli altri, chiaramente. La comunione significa proprio questo\u2026 dove ciascuno non confonde, per\u00f2, i ruoli degli altri. Il ruolo di ognuno, anzi, \u00e8 proprio questo: l\u2019unit\u00e0 della comunione. La complementarit\u00e0 dei ruoli non significa confusione e la parit\u00e0 significa uguaglianza di dignit\u00e0, qualunque sia il ruolo che ciascuno abbia. Il ruolo in s\u00e9 pu\u00f2 essere pi\u00f9 o meno importante per la vitalit\u00e0 di una comunit\u00e0, ma la persona ha la stessa importanza dell\u2019altra, la stessa dignit\u00e0 che ha l\u2019altra davanti a Dio. Dio non fa distinzione di persone anche se, logicamente, davanti a Lui si fa distinzione di ruoli e ciascuno dovr\u00e0 rispondere del suo ruolo, cio\u00e8 della missione particolare che Lui gli ha affidato. Questo vale sia all&#8217;interno della piccola comunit\u00e0, cio\u00e8 della chiesa domestica, sia all\u2019interno della Chiesa tutta.<\/p>\n<p>La Chiesa ha come dono quello della santit\u00e0, cio\u00e8 quello di assumere da Dio tutto ci\u00f2 che la rende partecipe della sua stessa natura. Santit\u00e0 significa partecipare della natura di Dio, essere santi come Dio che \u00e8 Santo. La Chiesa ha il dono del sacerdozio e diventa canale della presenza di Dio. La comunit\u00e0-famiglia fa ed esercita il sacerdozio. La preghiera comunitaria dovrebbe essere il centro di coesione della famiglia stessa.<\/p>\n<p>La Chiesa \u00e8 profetica, una comunit\u00e0, un popolo profetico. La famiglia \u00e8 profetica all\u2019interno e all&#8217;esterno; al suo interno ciascuno annunzia la Parola di Dio vivendo la comunione, all\u2019esterno annunzia quella famiglia che non si chiude in s\u00e9 stessa, quasi per non lasciarsi contaminare dal mondo, ma si apre alle dimensioni del mondo. Tale famiglia ha le porte aperte, porte che si aprono verso l\u2019interno. Sono brutte quelle porte che si aprono verso l&#8217;esterno; pare che ti sbattono in faccia la porta. Invece la famiglia deve accogliere gli altri, ma si apre anche per andare. La famiglia \u00e8 un po\u2019 tutto questo; e, appunto per questo, \u00e8 una vocazione, non \u00e8 un fatto naturale. Capita che due si incontrano, hanno simpatia l\u2019uno verso l\u2019altro e si sposano. La simpatia, l\u2019incontro possono essere dei segni, ma tutti i segni sono ambigui, bisogna fare discernimento dei segni. Non \u00e8 detto che due che hanno simpatia siano fatti per il matrimonio, io credo che \u00e8 proprio della persona normale che abbia simpatia per qualche persona dell\u2019altro sesso. Una persona che non abbia simpatia per persone dell\u2019altro sesso potrebbe non essere normale. Quindi, la simpatia non \u00e8 proprio un segno certo, bisogna vedere qual \u00e8 il proprio modo di vivere l\u2019amore e, quindi, le due persone dovranno fare eventualmente un cammino di discernimento per capire se \u00e8 quello il modo con cui dovranno manifestare al mondo l\u2019amore di Dio.<\/p>\n<p>L\u2019altra forma, attraverso la quale ciascuno di noi pu\u00f2 diventare segno dell\u2019amore di Dio, \u00e8 la \u00abverginit\u00e0 sponsale\u00bb. Io la chiamo cosi. Molti la chiamano \u00abcelibato per il Regno dei cieli\u00bb. Il termine \u00abverginit\u00e0 sponsale\u00bb mi piace di pi\u00f9 perch\u00e9 sembra contraddittorio. Vuol dire questo: non \u00e8 una verginit\u00e0 sterile, che si chiude, che mette barriere, ma \u00e8 una verginit\u00e0 che si apre ad una fecondit\u00e0 che logicamente non \u00e8 materiale. Non voglio dire, per\u00f2, che la fecondit\u00e0 degli sposi sia semplicemente materiale, altrimenti sarebbe troppo poco, sarebbe la fecondit\u00e0 che hanno le mucche, i cani ecc&#8230; I due genitori generano non solo un corpo, ma una persona e generano una persona che attraversa tutta una vita; chiaramente \u00e8, perci\u00f2, una generazione che riguarda le diverse componenti della persona umana. Nella paternit\u00e0 o maternit\u00e0 della verginit\u00e0 sponsale viene semplicemente a parlarsi della generazione spirituale, di quella che l\u2019uomo compie in quanto spiritualit\u00e0. La verginit\u00e0 sponsale dice un rapporto immediato con il Cristo. Coloro che hanno scelto o che scelgono la verginit\u00e0 sponsale hanno come partner Cristo stesso in un rapporto pi\u00f9 profondo dell\u2019amicizia, che diventa un rapporto sponsale con Lui. Tutta la tradizione cristiana ha parlato di questo. Pensate alla raffigurazione pittorica dello sposalizio di S. Caterina! Chi sceglie la verginit\u00e0 sponsale, o meglio accetta di essere scelto per la verginit\u00e0 sponsale, ha questo rapporto immediato della persona con Cristo Persona. Chiaramente non \u00e8 un rapporto che si chiude tra Cristo e la persona singola, tra la persona singola e Cristo, ma \u00e8 con il Cristo totale. Quindi, chi sposa Cristo, sposa la Chiesa, corpo di Cristo, sposa l\u2019umanit\u00e0 tutta e la ama. La verginit\u00e0 sponsale, dunque, dice immediatezza di amore verso tutte le persone, verso tutta la Chiesa, verso tutta l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Le forme, attraverso le quali si realizza la verginit\u00e0 sponsale, sono varie. Mentre la forma dell\u2019amore coniugale \u00e8 una, anche se ci pu\u00f2 essere un modo pi\u00f9 o meno diverso di concepire la famiglia secondo le diverse spiritualit\u00e0, la forma \u00e8 una. Ora vi presento le diverse forme in cui viene vissuta la verginit\u00e0 sponsale, come se ci fosse una gradualit\u00e0. Per\u00f2 non intendo dire che c\u2019\u00e8 chi sta al primo piano, chi al secondo, chi al terzo, chi al quarto o al quinto piano, cio\u00e8 che c\u2019\u00e8 chi sta in basso e chi sta in alto. Secondo me, questa gradualit\u00e0 ci fa capire meglio le varie forme.<\/p>\n<p>Una forma sarebbe quella del battezzato che si sente cos\u00ec preso e pieno della presenza del Signore che gli basta questa presenza. Si sente come posseduto e consacrato dal Cristo e, quindi, attinge alla consacrazione battesimale la sua verginit\u00e0 sponsale e si sente scelto o scelta proprio per questo rapporto di immediatezza. Chiaramente con quella prerogativa di cui parlavo prima: immediatezza e servizio (di quest&#8217;ultimo parleremo dopo).<\/p>\n<p>L&#8217;altra forma \u00e8 quella di chi comincia a fare una consacrazione ulteriore, cio\u00e8 si impegna con dei voti che potrebbero essere personali, singoli. Questa seconda forma ha una prerogativa un po\u2019 diversa. Gi\u00e0 si vuole rendere pi\u00f9 stabile la consacrazione battesimale. Il voto vuol dire: \u00abio accolgo questa consacrazione e mi impegno, cio\u00e8 giuro che la voglio vivere\u00bb. Il voto pu\u00f2 essere fatto privatamente, personalmente (lo so solo io). I voti, per\u00f2, possono essere emessi anche in un Istituto Secolare. Che cosa \u00e8 l\u2019Istituto Secolare? \u00c8, potremmo dire, un\u2019aggregazione di persone che si trovano insieme perch\u00e9 sentono di avere una stessa vocazione, quella della verginit\u00e0 sponsale, con una uguale spiritualit\u00e0 e s\u2019impegnano a viverla, per\u00f2, non in una forma ufficiale conosciuta da tutti, ma come il lievito nella pasta. Ricordate una delle tre parabole che vennero raccontate nel Vangelo di Domenica? Il lievito cosa fa? \u00c8 piccolo, nascosto, per\u00f2 fa lievitare la massa della pasta. Le persone consacrate in un Istituto Secolare sono persone che si inseriscono nel mondo, nella societ\u00e0, nell&#8217;ambiente in cui vivono per dare sapore nuovo a quell\u2019ambiente, a quella societ\u00e0, il sapore della immediatezza della presenza del Cristo, il sapore della testimonianza di una vita totalmente donata a Cristo e in Cristo alla comunit\u00e0 e all\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Un\u2019altra forma \u00e8 quella della vita religiosa che ha, secondo me, lo specifico: aggiunge ai voti, che fanno coloro che sono membri di un Istituto Secolare, la vita comunitaria. I religiosi vivono o si impegnano a vivere la comunione, mettono in comune i loro beni in una forma gi\u00e0 ufficiale e codificata, vivono nella stessa casa; quindi, potremmo dire vivono la povert\u00e0 in funzione della comunione. Povert\u00e0 non significa non possedere nulla, ma significa non avere disponibilit\u00e0 di alcuna cosa in proprio e quindi i religiosi non hanno niente di cui possono disporre.<\/p>\n<\/div><\/section>\n<div  class='av-buildercomment av-av_comments_list-efc336e1980f90400772811f3c75511f  av-blog-meta-comments-disabled av-blog-meta-tag-disabled'><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Relazione tenuta al Campo Vocazionale Giovani per il movimento \u201cPresenza del Vangelo\u201d<br \/>\nDio, infinito, immenso, Colui che ha dato origine a questo universo incommensurabile ama questo granello di polvere che \u00e8 l&#8217;uomo ed ama ciascun uomo e, potremmo dire, lo chiama per nome, cio\u00e8 lo conosce in profondit\u00e0 e lo ama, lo ama donandogli tutto ci\u00f2 che \u00e8 necessario perch\u00e9 possa raggiungere gioia, felicit\u00e0, equilibrio, pace; lo ha dotato di quelle facolt\u00e0 naturali che possono condurlo all&#8217;equilibrio, alla pace.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9143,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[89],"tags":[],"class_list":["post-9142","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-relazioni-di-3p"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.0 - 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