{"id":6738,"date":"2006-12-04T23:00:14","date_gmt":"2006-12-04T22:00:14","guid":{"rendered":"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/?p=6738"},"modified":"2018-06-14T23:58:15","modified_gmt":"2018-06-14T21:58:15","slug":"significato-di-un-martirio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/significato-di-un-martirio\/","title":{"rendered":"7-Significato di un martirio"},"content":{"rendered":"<section  class='av_textblock_section av-jgy7n8gq-bea4dd09e9c45a6a4b889c30ab3fe372 '   itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/BlogPosting\" itemprop=\"blogPost\" ><div class='avia_textblock'  itemprop=\"text\" ><p style=\"text-align: center;\"><strong>LA CHIESA DI FRONTE ALLA MAFIA<\/strong><br \/>\nChiesa, societ\u00e0 e poteri in Sicilia<br \/>\nLa comunit\u00e0 ecclesiale e la mafia: dalla sottovalutazione alla condanna<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>7) Significato di un martirio<\/strong><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" width=\"40%\"><a href=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/mafia-e-vangelo-sono-incompatibili\/\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-5230 lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/icone\/freccia_ora_sx_12.png\" alt=\"\" width=\"12\" height=\"12\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-5230 lazyload\" src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/icone\/freccia_ora_sx_12.png\" alt=\"\" width=\"12\" height=\"12\" \/><\/noscript> mafia e Vangelo<\/a><\/td>\n<td align=\"center\" width=\"20%\"><\/td>\n<td align=\"right\" width=\"40%\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4831 lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1530_degiorgi-220x300.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"300\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4831 lazyload\" src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1530_degiorgi-220x300.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1530_degiorgi-220x300.jpg 220w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1530_degiorgi.jpg 293w\" sizes=\"(max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/><\/noscript>Sin dal suo arrivo (\u201996), il nuovo arcivescovo di Palermo, Salvatore De Giorgi, ha saputo ribadire e sviluppare le conseguenze teologiche dell\u2019affermazione netta e incontrovertibile sull\u2019\u201dincompatibilit\u00e0 tra mafia e Vangelo\u201d. E ha fatto della causa per il riconoscimento del martirio di don Puglisi uno dei temi principali del decennio di permanenza al vertice della Curia del capoluogo. In questo rispondendo, implicitamente, a quanti hanno nutrito dubbi sul valore di un processo canonico avviato in tempi strettissimi. Incomprensioni e polemiche di questo genere sono state acuite da una fase di riflusso e di voglia di normalit\u00e0 tra la gente, come denunciato dagli stessi magistrati siciliani, dopo la stagione della rivolta e dell&#8217;indignazione per le stragi del &#8217;92-&#8217;93.<\/p>\n<p>Alcuni osservatori laici hanno voluto cogliere nel percorso verso la beatificazione un tentativo di imbalsamare padre Puglisi, quasi un modo per dire subdolamente che la lotta contro la mafia \u00e8 ormai roba solo per i santi, mentre i comuni mortali \u00e8 meglio che &#8211; dopo l\u2019epoca delle fiaccolate e dei lenzuoli bianchi &#8211; tornino alle faccende quotidiane. Il rischio \u00e8 reale ma gli stessi promotori della causa ne sono consapevoli: la beatificazione di don Puglisi sar\u00e0 un avvenimento storico, la sua eredit\u00e0 \u2013 per\u00f2 &#8211; va colta nel quotidiano, assorbendo e facendo penetrare in tutta la comunit\u00e0 ecclesiastica la sua lezione e i suoi comportamenti, il suo spirito di fedelt\u00e0 al Vangelo. Il postulatore della causa di beatificazione, monsignor Domenico Mogavero, cos\u00ec si \u00e8 espresso, nel novembre 2005, al convegno palermitano di preparazione all\u2019appuntamento delle Chiese d\u2019Italia a Verona: \u201cPer favore, non facciamone un santo da immaginetta o da collocare dentro a una nicchia. Don Pino Puglisi ci rimprovererebbe\u2026Non era un eroe, era un prete di tutti i giorni, poco amante dei riflettori, che ha fatto dell\u2019obbedienza e del sacrificio la sua vita. Don Puglisi oggi ci interroga, ci chiede se abbiamo assimilato la sua vita e il suo martirio. Se abbiamo capito il suo messaggio di speranza\u201d (32).<img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-5647 lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1572_domenico_mogavero.jpg\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"251\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-5647 lazyload\" src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1572_domenico_mogavero.jpg\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"251\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>Pesa su questo \u201csospetto di imbalsamazione\u201d non solo lo scoramento per il calo di tensione civile nell\u2019Isola (lo stesso Papa, come detto, aveva parlato dell'&#8221;apatia&#8221; male atavico dei siciliani), ma anche la considerazione del Santo come una figura sbiadita, lontana, i cui comportamenti sono difficilmente traducibili nella realt\u00e0. La Santa per eccellenza \u00e8 infatti per il palermitano medio Rosalia, l&#8217;eremita Patrona della citt\u00e0, il simbolo della salvezza &#8211; da un&#8217;epidemia di peste di secoli fa &#8211; piovuta dall&#8217;alto, dal cielo, dal Santuario sul Monte Pellegrino che domina la metropoli. Una salvezza comoda, miracolistica, che non impegna piu&#8217; di tanto i fedeli nell&#8217;azione concreta, quasi a riprendere la riflessione sciasciana dell\u2019inizio di questa ricerca.<\/p>\n<p>A ben guardare la storia della Chiesa siciliana, c&#8217;\u00e8 invece un altro filone &#8211; tra Ottocento e Novecento &#8211; di santi, di beati o di figure in ogni caso di grande rilievo al quale si ricollega padre Puglisi. Sono uomini che in vario modo hanno fondato la loro vita sull&#8217;assistenza ai poveri, i bambini, gli anziani, gli affetti da handicap, in anticipo sui loro tempi e senza mai dimenticare il messaggio di liberazione sociale che \u00e8 insito nel Vangelo: Giacomo Cusmano, Nunzio Russo, Giovanni Messina, Angelico Lipani, Annibale Di Francia, il cardinale Giuseppe Dusmet, per molti versi lo stesso don Luigi Sturzo e altri ancora. Santi con le maniche rimboccate, non santini o eremiti.<\/p>\n<p>Un approfondimento da parte di alcuni teologi va infatti in questa direzione: la causa ecclesiastica \u00e8 il piu&#8217; alto riconoscimento che la Chiesa pu\u00f2 tributare a don Puglisi. E questo cammino, inoltre, fa da battistrada per altri possibili procedimenti, in primo luogo quelli per i magistrati uccisi, &#8220;i martiri della giustizia e indirettamente della fede&#8221; che erano stati ricordati dal Papa ad Agrigento.<\/p>\n<p>Di martirio per padre Pino si cominci\u00f2 a parlare subito dopo il delitto, anche se la Chiesa prescrive un periodo di cinque anni prima dell&#8217;inizio delle procedure. Il cardinale Pappalardo dal &#8217;94 in poi fece aprire l&#8217;anno pastorale della diocesi il 15 settembre, in modo che il giorno della morte di don Puglisi non fosse un simbolo di sconfitta ma il momento della rinascita per tutta la comunit\u00e0. E nel \u201895, al termine delle commemorazioni, in Cattedrale invit\u00f2 a iniziare informalmente la raccolta di tutte le testimonianze sul sacerdote.<\/p>\n<p>Nel novembre di quell\u2019anno, l\u2019arcivescovo decise infine di non far costituire la diocesi come parte civile al processo penale per il delitto, con una scelta che provoc\u00f2 molte polemiche. In un comunicato della Curia cos\u00ec si spiegava la decisione: \u201cLa Chiesa, che ha dato e d\u00e0 tuttora il suo valido contributo perch\u00e9 il corpo sociale venga liberato dalle prepotenze e dai delitti della mafia, non ritiene essere suo compito intervenire attivamente nelle procedure di un giudizio penale\u201d. Tra le innumerevoli prese di posizione sul tema (dure critiche al cardinale arrivarono dal pm Lorenzo Matassa), ricordiamo quella di don Carmelo Torcivia, un sacerdote molto vicino a Puglisi: la scelta non era certo stata dettata da &#8220;connivenza, paura o abbandono dell&#8217;impegno verso la giustizia&#8221;. Si trattava invece &#8220;di una piccola testimonianza di un Dio che non riesce a pensarsi come parte offesa dell&#8217;uomo. Il peccatore avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di cambiare vita solo se coglier\u00e0 di non avere Dio come avversario, come nemico, ma piuttosto come Padre benevolo. E il perdono di Dio viene dato ad ogni uomo, anche prima dell&#8217;inizio storico della sua conversione, per stordirlo e stupirlo con la gratuit\u00e0 dell&#8217;Amore\u201d. Va pure considerato, per\u00f2, che la costituzione di parte civile nei processi di mafia ha assunto a Palermo un significato che va ben al di l\u00e0 della richiesta di un indennizzo in denaro. E&#8217; una scelta simbolica, agli occhi della societ\u00e0, di sostegno alla vittima e alla sua memoria. Per don Stabile, infatti, &#8220;schierarsi anche sul piano giudiziario doveva servire a evidenziare il legame tra fede religiosa e coscienza civile di liberazione, un dovere morale, a sottolineare la gravit\u00e0 del peccato, del delitto e della posta in gioco. I cristiani sanno che devono perdonare anche i nemici, che devono pregare per la conversione, ma questo non esime dal perseguire verit\u00e0 e giustizia secondo le leggi dello Stato&#8221;. A nostro parere, una tale scelta andava fatta.<\/p>\n<p>Dal &#8217;96 al &#8217;97 si susseguirono alcune raccolte di firme per chiedere l&#8217;apertura delle fasi preliminari del processo. De Giorgi, subentrato nel maggio &#8217;96 alla guida della diocesi, mostr\u00f2 di ben conoscere la storia e l&#8217;itinerario di don Puglisi, che aveva anche personalmente incontrato durante un convegno a Brescia. Gi\u00e0 nel messaggio di saluto alla citt\u00e0, subito dopo la nomina, l&#8217;arcivescovo cit\u00f2 il parroco di Brancaccio additandolo a &#8220;esempio per tutta la nostra comunit\u00e0&#8221; nel cammino di liberazione dalla mafia, &#8220;la piaga sociale piu&#8217; vergognosa&#8221;. Nel settembre &#8217;97 accomun\u00f2 don Puglisi a madre Teresa di Calcutta, scomparsa pochi giorni prima, definendoli entrambi &#8220;testimoni credibili e coraggiosi della Speranza che non delude&#8221;. E aggiunse che le ultime parole di padre Pino &#8211; &#8220;me l&#8217;aspettavo&#8221; \u2013 pronunciate con un sorriso davanti ai killer, &#8220;rivelano la consapevolezza di questo sacerdote di andare incontro al proprio martirio perch\u00e9 fedele al suo ministero di evangelizzatore&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;anno dopo (&#8217;98) si compirono i cinque anni. Il cardinale De Giorgi diede l&#8217;atteso annuncio dell&#8217;inizio delle procedure nel corso dell&#8217;omelia per il 25\u00b0 anniversario della sua ordinazione episcopale (29 dicembre). A novembre un importante convegno della Facolt\u00e0 Teologica, presieduta allora da Cataldo Naro, aveva costituito la piattaforma sulla quale costruire la plausibilit\u00e0 della causa (33).<\/p>\n<p>All&#8217;interno della Chiesa, infatti, di martirio si parla se si verificano questi elementi essenziali: &#8220;Fede e amore di Dio della vittima; morte violenta subita; testimonianza della fede da parte della vittima e odio alla fede (odium fidei) da parte del persecutore; pubblica manifestazione della testimonianza; morte per fedelt\u00e0 al dogma o alla Chiesa o a un precetto morale sancito dall&#8217;autorit\u00e0 divina&#8221;.<\/p>\n<p>\u00c8 il modello incarnato dai martiri dell&#8217;antica Roma che non volevano abiurare Cristo o dai missionari del Terzo Mondo trucidati durante il loro servizio. In parole povere per padre Puglisi si poneva un paradosso da superare: i suoi assassini erano cristiani battezzati nella sua stessa parrocchia, non gli appartenenti ad altre religioni spinti alla persecuzione dall&#8217;odium fidei.<\/p>\n<p>Le fondamenta della riflessione furono ancora una volta le scelte del Papa, a partire dalla beatificazione di padre Massimiliano Kolbe (1982) come martire della Carit\u00e0 (e non per odio alla fede), avendo il francescano scambiato la sua vita con quella di un altro prigioniero del lager di Auschwitz (34). E lo stesso Giovanni Paolo II onor\u00f2 col titolo di martire un numero mai visto &#8211; che non ha precedenti in altri pontificati &#8211; di vittime delle violenze naziste (in Polonia e altrove), dei gulag comunisti, della guerra civile spagnola, della rivoluzione francese, in Cina, in Guatemala, in tutta l\u2019America Latina. Per due volte (marzo 1983 e febbraio 1986) si inginocchi\u00f2 sulla tomba dell&#8217;arcivescovo di San Salvador Oscar Romero, massacrato sull&#8217;altare. La relativa causa, anche se lentamente, procede in Vaticano.<\/p>\n<p>Su questa linea, dal Concilio alle riflessioni di grandi teologi del Novecento, il significato di martirio \u00e8 stato allargato ben oltre la concezione tradizionale. Karl Rahner, autore tra i piu&#8217; frequentati da padre Puglisi, ha scritto: &#8220;Una legittima teologia politica e una teologia della liberazione dovrebbero far proprio questo concetto piu&#8217; ampio di martirio, che assume un significato pratico ed estremamente concreto per un cristianesimo e una Chiesa consapevoli della loro responsabilit\u00e0 per l&#8217;affermazione della giustizia e della pace nel mondo&#8221; (35).<\/p>\n<p>Quanto alla formale appartenenza degli assassini alla cristianit\u00e0 essa apparve del tutto superata da ci\u00f2 che lo stesso Papa aveva detto in Sicilia a proposito dei mafiosi che sono &#8220;operatori del Maligno&#8221;. E il cardinale Pappalardo, ai funerali di Giovanni Falcone, si era rivolto cos\u00ec agli autori della strage: &#8220;Possiamo annoverarli tra i veri cristiani, anche se hanno ricevuto il battesimo? Fanno onore al nome che portano? O non lo disonorano piuttosto? Meritano di far parte della comunit\u00e0 dei figli di Dio? O non sono da ritenere piuttosto come facenti parte, a motivo delle loro azioni, della chiesa di Satana? Ricordino che se la loro vita \u00e8 un&#8217;aperta sfida non soltanto alla legge degli uomini ma anche ai comandamenti di Dio, dovranno rendere conto a Lui delle loro scelleratezze&#8221;.<\/p>\n<p>Anche padre Bartolomeo Sorge, accostando le vicende di padre Kolbe, di monsignor Romero e don Pino Puglisi ha scritto: \u00abI nuovi martiri dei nostri giorni non vengono uccisi perch\u00e9 credono, ma perch\u00e9 amano; non in odium fidei, ma in odium amoris\u00bb. Kolbe, Romero, Puglisi sono stati uccisi perch\u00e9 amavano le vittime del lager, i campesinos, i giovani di Brancaccio. E il gesuita citava sull&#8217;argomento un significativo passo del Pontefice: \u00abLa loro \u00e8 stata autentica carit\u00e0 cristiana, cio\u00e8 un amore che nasce dalla fede e si alimenta di fede. \u00c8 quella &#8220;carit\u00e0, che secondo le esigenze del radicalismo evangelico, pu\u00f2 portare il credente alla testimonianza suprema del martirio (Veritatis Splendor, n.39)\u201d. Questo dunque &#8211; conclude padre Sorge &#8211; \u00e8 il messaggio che i nuovi martiri trasmettono: il male si vince con il bene, l\u2019odio si vince con l\u2019amore\u00bb (36).<\/p>\n<p>Non a caso dalla Sicilia sono stati segnalati, accanto a don Puglisi, proprio Borsellino e Livatino per l&#8217;elenco compilato in Vaticano in occasione della cerimonia giubilare ed ecumenica del 7 maggio 2000 al Colosseo. Dove, per volont\u00e0 del Papa, \u00e8 stata onorata la memoria di tutti i &#8220;testimoni della fede del Novecento\u201c: oltre diecimila nomi di cristiani uccisi lungo un secolo di genocidi. Non per tutti questi uomini la Chiesa cattolica parla di esplicita beatificazione, ma il loro sangue, la loro debolezza di vittime \u00e8 gi\u00e0 il simbolo della forza del Cristianesimo che si affaccia nel Duemila. Durante la cerimonia il Pontefice disse: &#8220;In tutto il Novecento, forse ancora piu&#8217; che nel primo periodo del Cristianesimo, c&#8217;\u00e8 chi ha preferito farsi uccidere, piuttosto che venir meno alla propria missione&#8230;Tanti hanno rifiutato di piegarsi al culto degli idoli del XX secolo e sono stati sacrificati dal comunismo, dal nazismo, dall&#8217;idolatria dello Stato o della razza. Sono tanti, la loro memoria non deve andare perduta&#8221; (37).<\/p>\n<p>In definitiva, cosa \u00e8 il martirio per i credenti? \u00c8 una imbalsamazione? Perch\u00e9, da solo, basta per la beatificazione, senza necessit\u00e0 di accertare un miracolo, una guarigione? Il martirio \u00e8 un messaggio diretto di Dio alla citt\u00e0 degli uomini, un dono purificatore, una manifestazione dello Spirito. Un &#8220;k\u00e8rygma&#8221;, un annuncio di fede rigeneratore, che addita a tutti la vita di una persona, il suo insegnamento e i fatti precedenti alla &#8220;martyr\u00eca&#8221;, proponendoli come modello evangelico. Nel caso di Puglisi, come un modello di comportamento sulla via della liberazione dalla mafia, anche per cancellare e riscattare le sottovalutazioni del passato ed evitare che si ripetano nel futuro.<\/p>\n<p>Se la Chiesa riconoscer\u00e0 il martirio di padre Pino, in sostanza attester\u00e0 che Dio \u00e8 &#8220;entrato nella Storia&#8221;, qui e ora, nella Palermo d&#8217;oggi, e ha posto la Sua mano sul suo capo. Vorr\u00e0 dire che Dio ci ha parlato con questa morte. Permettendo l\u2019omicidio, il peccato compiuto dagli uomini, per trarne &#8211; lungo vie misteriose &#8211; uno strumento di salvezza e di conversione per la Chiesa stessa e per tutta la societ\u00e0. Forse anche per purificare i suoi silenzi, le sue colpe.<\/p>\n<p>Solo i prossimi anni, infine, diranno se e quando ci sar\u00e0 un San Giuseppe Puglisi. I laici e alcuni credenti possono sorridere, o essere dubbiosi, davanti a tutto ci\u00f2, ma \u00e8 difficile negare che sia in corso nella Chiesa una svolta di portata storica. A partire dal sangue del piccolo prete di Brancaccio.<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p>32) Il resoconto su Avvenire 27 novembre 2005.<\/p>\n<p>33) Gli atti costituiscono il volume Don Pino Puglisi prete e martire, cit. Sui rischi connessi alla beatificazione di don Puglisi si sono espressi molti commentatori. Di recente (rivista Centonove, settembre 2003) un osservatore laico come Augusto Cavadi ha osservato per\u00f2 che \u201cuna solenne celebrazione a Roma che evidenziasse il coraggio del piccolo prete palermitano avrebbe effetti pi\u00f9 positivi che negativi. Servirebbe per far capire senza equivoci, a chi non ha tempo da investire in sottili distinzioni teologiche, che non si pu\u00f2 essere contemporaneamente cristiani e amici di mafiosi n\u00e9 amici degli amici dei mafiosi\u201d.<\/p>\n<p>34) L. Accattoli, Nuovi martiri, Milano 2000, 244-245.<\/p>\n<p>35) K. Rahner, Dimensioni del martirio, Per una dilatazione del concetto classico, in Concilium n.3, 1983, 29-39. Cfr. anche il saggio di G. Bellia in Don Pino Puglisi, prete e martire, cit. 11-24<\/p>\n<p>36) Aggiornamenti sociali, n.11, novembre 1999.<\/p>\n<p>37) Cfr. A. Riccardi, Il secolo del martirio. I cristiani del Novecento, Milano 2000. Su monsignor Romero cfr. la recente biografia R. Morozzo della Rocca, Primero Dios, Milano 2005.<\/p>\n<\/div><\/section>\n<div  class='av-buildercomment av-av_comments_list-efc336e1980f90400772811f3c75511f  av-blog-meta-comments-disabled av-blog-meta-tag-disabled'><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":4831,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[85],"tags":[],"class_list":["post-6738","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiesa-e-mafia"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>7-Significato di un martirio - Padre Pino Puglisi<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/significato-di-un-martirio\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"7-Significato di un martirio - 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