{"id":5803,"date":"2005-04-21T22:20:19","date_gmt":"2005-04-21T20:20:19","guid":{"rendered":"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/?p=5803"},"modified":"2018-06-14T23:55:44","modified_gmt":"2018-06-14T21:55:44","slug":"giovani-e-mafie-alla-luce-del-sole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/giovani-e-mafie-alla-luce-del-sole\/","title":{"rendered":"Giovani e mafie &#8220;alla luce del sole&#8221;"},"content":{"rendered":"<section  class='av_textblock_section av-2ukokr-b3b48d5d1348e9cad58e182a635c92a9 '   itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/BlogPosting\" itemprop=\"blogPost\" ><div class='avia_textblock'  itemprop=\"text\" ><h3 style=\"text-align: center;\">Giovani e mafie \u00aballa luce del sole\u00bb<\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\">Il film su padre Puglisi interroga il fronte antimafia<br \/>\ndi Lorenzo Frigerio*<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>* Giornalista, responsabile dell\u2019Ufficio legalit\u00e0 del Gruppo Abele, referente per la Lombardia dell\u2019asso\u00adciazione Libera, consigliere provinciale delle ACLI di Milano. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3553 lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/alla_luce_del_sole_locandina.jpg\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"250\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3553 lazyload\" src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/alla_luce_del_sole_locandina.jpg\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"250\" \/><\/noscript>Sul finire del mese di gennaio \u00e8 uscito nelle sale cinematografiche italiane un bel film di Roberto Faenza, dedicato alla figura di padre Pino Puglisi, il sacerdote ucciso dalla mafia del quartiere Brancaccio di Palermo il 15 settembre 1993, nel giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno. Il film si intitola Alla luce del sole perch\u00e9, in un passaggio fonda\u00admentale, il protagonista, interpretato da un Luca Zingaretti davvero ispirato, chiama i mafiosi a un confronto diretto: \u00abVoi che siete abituati ad agire nell\u2019ombra, se siete ancora uomini, fatevi vedere alla luce del sole! Se siete ancora uomini, fatevi avanti!\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec come \u00e8 accaduto con I cento passi, di Marco Tullio Giordana, che raccontava la storia di Peppino Impastato, il giornalista di Cinisi (PA) fatto eliminare da Tano Badalamenti nel 1978, lo strumento cinematografico consente a molti di venire a conoscenza di storie di vita e di impegno civile purtroppo patrimonio di pochi e restituisce alla memoria collettiva vicende fondamentali.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong> Una battaglia persa? <\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">In queste ultime settimane, accanto alle proiezioni nei cinema, si vanno moltiplicando quelle organizzate dalle scuole, dalle associazioni, dalle parrocchie. Molte di esse domandano a Libera \u2014 l\u2019associazione di cui chi scrive fa parte (cfr riquadro nella pagina seguente) \u2014 un intervento, un commento, chiedendo la possibilit\u00e0 di ragionare sui contenuti del film grazie alla testimonianza di esperti e docenti. \u00c8 cos\u00ec possibile verificare pubblicamente, da Nord a Sud, le opinioni dei cittadini riguardanti i progressi nella lotta alla mafia, mettendo innanzitutto a fuoco il rapporto tra giovani e illegalit\u00e0, tra giovani e criminalit\u00e0 organizzata.<\/p>\n<div id=\"attachment_5806\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5806\" class=\"wp-image-5806 lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1634_10_anni_di_libera.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"402\" \/><p id=\"caption-attachment-5806\" class=\"wp-caption-text\"><noscript><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-5806 lazyload\" src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1634_10_anni_di_libera.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"402\" srcset=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1634_10_anni_di_libera.jpg 617w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1634_10_anni_di_libera-80x80.jpg 80w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1634_10_anni_di_libera-36x36.jpg 36w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1634_10_anni_di_libera-180x180.jpg 180w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1634_10_anni_di_libera-120x120.jpg 120w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1634_10_anni_di_libera-450x452.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/noscript> Origini e impegno civile di Libera contro la mafia.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, il film di Faenza individua giustamente il motivo dell\u2019omicidio del parroco nella paziente opera di aggregazione, portata avanti quotidianamente nel difficile quartiere di Brancaccio, dove ogni elementare diritto era \u2014 e ancora oggi, purtroppo, continua a essere \u2014 merce di scambio. La pastorale attuata da padre Pino, fatta di gioco e divertimento, di studio e di preghiera, sottraeva i bambini e gli adolescenti al controllo dei <em>boss<\/em>, mettendo in crisi i consensi e la stessa sopravvivenza della mafia, abituata a costruire il proprio futuro fatto di denaro, sangue e morte proprio sulla possibilit\u00e0 di attingere continuamente nel malcontento giovanile la propria manovalanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo pi\u00f9 di un decennio, il ricordo del sacerdote \u00e8 ancora vivo in quel contesto, ma non mancano le voci che escono dal coro, finendo con il diventare spia di un malessere tuttora diffuso tra i giovani. \u00abPadre Puglisi \u2014 commenta un ragazzo in un filmato girato a Brancaccio durante la lavorazione del film \u2014 stava facendo una cosa giusta, per\u00f2 ha fatto pure una cosa sbagliata perch\u00e9 voleva far uscire i ragazzi dalla mafia, in citt\u00e0 voleva fare stare meglio, non esserci pi\u00f9 mafia. Si \u00e8 voluto far ammazzare lui per questo motivo; per me se l\u2019\u00e8 meritato, \u00e8 stato lui a cercarsi la morte\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facendo proprio leva su dichiarazioni sconvolgenti come questa, un arti\u00adcolo particolarmente duro si distingue tra i tanti commenti pubblicati dai quotidiani in occasione dell\u2019uscita della pellicola, dove ci si chiede chi abbia vinto tra padre Puglisi e i fratelli Graviano, mandanti del suo omicidio. Cos\u00ec scrive Giuseppe D\u2019Avanzo: \u00abmetto insieme quello che so \u2014 che tutti sanno \u2014 per rispondere. Padre Puglisi \u00e8 sotto un metro di terra al cimitero. La sua comunit\u00e0 di ragazzi \u00e8 stata liquidata e ora, riaperta, tira avanti una vita stenta. [&#8230;] E i fratelli Graviano? Qual \u00e8 stata la loro sorte? Sono stati cacciati in galera, \u00e8 vero. La prigione e l\u2019ergastolo non impediscono loro di pensare al futuro, e con molta concretezza. Studiano e vogliono laurearsi\u00bb. La conclusione del giornalista \u00e8 ancora pi\u00f9 disarmante: \u00ab\u201cChi ha vinto?\u201d \u00e8 una domanda sciocca. Hanno vinto loro, Filippo e Giuseppe Graviano. Hanno vinto i mafiosi e padre Puglisi non \u00e8 stato mai in partita. Il parroco di Brancaccio aveva soltanto la fede dalla sua, e il sogno di \u201ccolorare il mondo\u201d\u00bb <sup>1<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non basta dichiarare la propria contrariet\u00e0 a quanto sottolineato dall\u2019edi\u00adtorialista, perch\u00e9 questa domanda sull\u2019apparente inutilit\u00e0 del lavoro di padre Puglisi risulta frequente nei dibattiti e negli incontri che si rincorrono da una parte all\u2019altra dell\u2019Italia e, oggi, proprio a partire dalla visione del film di Faenza, torna d\u2019attualit\u00e0. Occorre quindi aggiungere qualcosa d\u2019altro, occorre capire se davvero qualcosa \u00e8 cambiato; in caso contrario, si corre il rischio di offrire risposte di opportunit\u00e0, finendo per rabbonire gli ascoltatori con discorsi retorici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono i giovani, in modo particolare, a chiedersi se il sacrificio personale valga la pena, quando siano in gioco ideali e valori, oltre che storie di vita. Le vicende narrate nel film ci mettono di fronte alla domanda fondamen\u00adtale per chi si impegna sul versante della legalit\u00e0 e del contrasto alle organiz\u00adzazioni mafiose: \u00abChi te lo fa fare?\u00bb. Non si tratta di un interrogativo privo di significato, ma della richiesta di motivare le ragioni dell\u2019impegno civile, quando tutto, intorno, sembra andare in una direzione differente, creando le condizioni per lo scoramento e la disaffezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un dato di fatto ormai incontrovertibile quello con cui ci si misura quotidianamente e che sembrerebbe da solo capace di vanificare molti sforzi educativi: l\u2019orizzonte culturale con il quale i giovani, ma anche gli adulti di oggi, si misurano \u00e8 impregnato di culto della personalit\u00e0, di rincorsa al successo a ogni costo, di ricerca della soddisfazione di bisogni effimeri e a buon mercato, dove il denaro e il possesso sono gli unici \u00abvalori\u00bb di riferimento. Gli scaffali delle librerie sono pieni di volumi che ci raccontano questa fase di crisi e di confusione nella quale viviamo e in cui parole come solidariet\u00e0 e giustizia sociale sembrano vecchi arnesi di un passato ormai impolverato. Nessuno vuole pi\u00f9 fare fatica, scommettere sul sacrificio per arrivare a un risultato; si vuole tutto subito e con il minimo di sforzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa scuola non mi piace \u2014 dice un altro ragazzo intervistato durante le riprese del film \u2014 e neppure il lavoro: io voglio campare a spese dello Stato e del Comune. Lavorare\u2026 Uno pensa che oggi c\u2019\u00e8, domani muore. Allora \u00e8 meglio che la vita se la gode, ruba e basta\u00bb.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><strong> L\u2019appello di Libera <\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 per questo che fin dalla sua fondazione, dieci anni fa, Libera si \u00e8 battuta per il cambiamento delle prospettive sociali e culturali nei tanti territori del nostro Paese sottoposti alla pressione incombente della criminalit\u00e0 organizzata, ma anche in quelle realt\u00e0 solo in apparenza libere dalla cultura mafiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei punti fondanti l\u2019azione del cartello antimafia \u00e8 stato il lavoro per una qualit\u00e0 della vita migliore per adolescenti e giovani di molte Regioni, soprattutto del Sud. La realizzazione di condizioni di sviluppo autentico \u00e8 stato il chiodo sul quale battere costantemente, a pi\u00f9 riprese, con diversi strumenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019impegno nella scuola, a fianco degli insegnanti, al servizio degli studenti rappresenta sicuramente il momento pi\u00f9 alto in questo sforzo e la positivit\u00e0 delle molte esperienze prodotte in questo decennio lo testimonia. Oltre un milione di studenti e decine di migliaia di insegnanti, a Nord come a Sud, hanno partecipato a incontri, testimonianze e convegni il cui minimo comune denominatore \u00e8 stato l\u2019educazione alla cittadinanza e alla legalit\u00e0 democratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risale al 1999 il primo riconoscimento da parte del Ministero dell\u2019Istru\u00adzione, con la stipula di un Protocollo d\u2019intesa. Nel 2002, il tentativo di escludere Libera dall\u2019elenco delle associazioni abilitate fallisce a causa di una protesta civile diffusa in tutta Italia. Oggi Libera \u00e8 un ente di formazione accreditato presso il Ministero dell\u2019Istruzione ed \u00e8 l\u2019unica associazione in grado di certificare e realizzare progetti e corsi di educazione alla cittadinanza e alla legalit\u00e0 da inserire nei piani di offerta formativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto alla scuola c\u2019\u00e8 un altro versante, non meno importante, lungo il quale Libera si \u00e8 spesa da subito: la ricerca di un dialogo diretto con i ragazzi di mafia, con quanti hanno gi\u00e0 ceduto alle lusinghe del denaro facile, del successo conquistato con la violenza e il sopruso. I destinatari del processo educativo non sono stati solamente le ragazze e i ragazzi inseriti nel normale circuito scolastico, ma soprattutto quanti, proprio perch\u00e9 avevano perso con anticipo lo <em>status <\/em>di studente, avevano maggiormente bisogno di attenzioni di tipo formativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel maggio 1996, un accorato appello ai giovani mafiosi \u00e8 rivolto da don Luigi Ciotti, a nome delle oltre 500 associazioni allora promotrici di Libera, perch\u00e9 abbandonino le armi e la violenza e ritrovino il senso e il rispetto della vita. La richiesta di ricominciare una vita, nel rispetto della legge, \u00e8 rivolta a quanti sono \u00abpedine di una guerra terribile che non lascia speranza\u00bb. La violenza e il sopruso non offrono speranza per il futuro e la richiesta di dialogo ha lo scopo di seminare il dubbio in quanti sembrano schierati apertamente con le mafie, perch\u00e9, a partire dal recupero di una dignit\u00e0 perduta, facciano scelte coraggiose, rompendo con l\u2019omert\u00e0 e la subordinazione a quanti si servono della forza per schiacciare gli altri sotto i propri piedi.<\/p>\n<table border=\"1\" width=\"80%\" cellspacing=\"5\" cellpadding=\"5\" align=\"center\" bgcolor=\"#CCCCCC\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\" bgcolor=\"#e6e6e6\"><strong><span style=\"color: #ffffff;\">Uscire dalle mafie: appello ai giovani<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: right;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci rivolgiamo soprattutto a voi, giovani mafiosi: vi chiediamo di abbandonare le armi e la violenza, vi chiediamo di riflettere. Siamo disposti ad aiutarvi a trovare futuro, senso e significato positivi, nel rispetto della legalit\u00e0, vi chiediamo di ricominciare la vita.<br \/>\nBasta con la violenza di giovani con altri giovani, basta con il furto di futuro ai danni di tanti uomini, donne e bambini; ritroviamo il senso e il rispetto della vita. Le mafie, le stragi, gli assassini incidono pesantemente nel lavoro e nella dignit\u00e0 di persone.<br \/>\nLe mafie vanno sconfitte e superate. \u00c8 possibile farlo!<br \/>\nLo sappiano i carnefici, i sostenitori, i soldati delle organizzazioni criminali. Lo sappiano le pedine di una guerra terribile che non lascia speranza neppure a loro. Occorre uscire dalle mafie!<br \/>\nCi rivolgiamo ai giovani: non ubbidite pi\u00f9 agli ordini di uccidere, di fare stragi, di affidarvi alla violenza e alla sopraffazione. Lasciate le armi! Abbandonate le armi, i metodi di sopraffazione e di illegalit\u00e0. Non \u00e8 una sconfitta, ma l\u2019inizio di una vita nuova, un modo per recuperare un onore vero, per rispettare ed essere rispettati come uomini, per un futuro diverso anche delle vostre famiglie.<br \/>\nLa violenza pu\u00f2 incutere paura, ma non guadagna mai il rispetto degli altri. Bisogna allora che facciate una leale scelta di pace e di resa e in questo, solo in questo caso, troverete ascolto e attenzione. Come societ\u00e0 civile e organizzata, come volontariato, come associazione Libera siamo pronti al dialogo, per costruire assieme opportunit\u00e0 di rientro nella legalit\u00e0.<br \/>\nUscire dalle mafie \u00e8 un appello che rivolgiamo anche a noi stessi, come cittadini responsabili.<br \/>\nSiamo convinti che le mafie non si battono solo con una adeguata azione di contrasto, ma anche con la cultura, l\u2019educazione, il lavoro, i servizi sociali, con uno sviluppo diverso. Uscire dalle mafie \u00e8 possibile se sappiamo affermare positivamente i diritti di libert\u00e0, di giustizia, di dignit\u00e0, se questi valori cessano di essere una spiegazione e diventano una realt\u00e0.<br \/>\nDi questo siamo convinti, per questo ci rivolgiamo a voi e ci dichiariamo disposti al dialogo se abbandonerete le armi. Per questo siamo disposti a fare la nostra parte.<\/p>\n<p><em> A nome delle oltre 500 associazioni aderenti a Libera,<\/em><br \/>\n<em> il presidente nazionale di Libera Luigi Ciotti<\/em><br \/>\n<em> 29 maggio 1996<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abUscire dalle mafie \u00e8 possibile \u2014 questa la conclusione della forte esortazione, pubblicata integralmente nel riquadro qui sopra \u2014 se sappiamo affer\u00admare positivamente i diritti di libert\u00e0, di giustizia, di dignit\u00e0, se questi valori cessano di essere una spiegazione e diventano una realt\u00e0. Di questo siamo con\u00advinti, per questo ci rivolgiamo a voi e ci dichiariamo disposti al dialogo se abbandonerete le armi. Per questo siamo disposti a fare la nostra parte\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cultura, educazione, lavoro, sviluppo: quante volte nei dibattiti, nelle manifestazioni, nei cortei antimafia si \u00e8 alzato forte il grido, la richiesta di questi che possono essere fattori di cambiamento? Quanto di tutto questo \u00e8 rimasto utopia e quanto invece ha prodotto reali trasformazioni nei nostri territori, soprattutto in quelli ad alta densit\u00e0 mafiosa?<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><strong> Il mondo pu\u00f2 essere colorato <\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tentazione di cedere a facili scoramenti \u00e8 appostata dietro l\u2019angolo di ogni strada: ascoltando le interviste del filmato girato durante la realizzazione della pellicola di Faenza, oppure seguendo le vicende di questi ultimi mesi nel quartiere napoletano di Scampia, dove la guerra di camorra non rispetta niente e nessuno, verrebbe da dire che nulla \u00e8 cambiato dagli anni in cui padre Pino veniva assassinato sotto casa o dagli anni in cui Libera chiedeva ai giovani mafiosi di dissociarsi da un presente fatto di sangue e dolore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure, proprio quell\u2019appello conserva ancora oggi una forza dirompente, in quanto si basa sulla rottura di schemi consolidati, di facili letture e scontate contrapposizioni dove il nemico \u00e8 ben individuato e non sono ammesse esitazioni. Proprio dal lavoro sul campo svolto in questo decennio da Libera e dalle tante realt\u00e0 associate che si occupano di minori viene il segnale pi\u00f9 importante: il cambiamento c\u2019\u00e8 stato, c\u2019\u00e8 e continua a produrre i suoi effetti sulle coscienze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle scuole, dai percorsi extrascolastici, dal vissuto quotidiano di ragazze e ragazzi emergono storie di pace, di perdono, di crescita, di abbandono della subcultura mafiosa. Gli importanti successi sono stati resi possibili dal contenuto delle proposte fatte, ma soprattutto dalla testimonianza offerta da chi si \u00e8 messo in gioco, offrendo cos\u00ec una prova diretta della possibilit\u00e0 di vivere in un altro modo. Tutto questo non fa purtroppo notizia, perch\u00e9 si preferisce ricorrere agli stereotipi per raccontare una citt\u00e0, una Regione e le persone che vi abitano. Per un <em>baby killer <\/em>che arriva sulle prime pagine dei giornali, vi sono migliaia di ragazzi che decidono di fondare la propria vita su valori autentici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 quindi possibile \u00abcolorare il mondo\u00bb, come sognava padre Pino: la paura di perdere non ci deve impedire di sognare un domani diverso per chi ha avuto davvero poco dalla vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora non si tratta di una battaglia persa, ma di una battaglia fatta di piccoli passi in avanti, una battaglia che passa dall\u2019impegno contro il problema \u2014 la mafia \u2014 e non contro le persone \u2014 i mafiosi \u2014 perch\u00e9, in caso contrario, si finisce con l\u2019essere ugualmente brutali, ugualmente vittime di quel perverso rapporto con la violenza. Sempre nel film di Faenza, il mafioso, cio\u00e8 colui che usa la violenza, viene definito una bestia e non un uomo: la perdita della propria umanit\u00e0 \u00e8 sicuramente il danno pi\u00f9 evidente per chi sceglie di abbracciare la forza e il sopruso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un giovane sacerdote che si occupa di minori, nel commentare la pellicola su padre Puglisi durante un incontro con trecento ragazzi di un liceo di Como, ha messo in evidenza come il parroco di Brancaccio sia morto a testa alta, senza fuggire davanti ai suoi <em>killer<\/em>. Se \u00e8 vero che la morte \u00e8 il nostro ultimo atto, padre Puglisi ha dimostrato di non aver paura di perdere la vita, anzi proprio la sua morte illumina e spiega il valore della sua opera.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5811 lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1635_libri_e_siti-300x265.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"353\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5811 lazyload\" src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1635_libri_e_siti-300x265.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"353\" srcset=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1635_libri_e_siti-300x265.jpg 300w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1635_libri_e_siti-768x678.jpg 768w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1635_libri_e_siti-705x622.jpg 705w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1635_libri_e_siti-450x397.jpg 450w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1635_libri_e_siti.jpg 945w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/noscript><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il film sulla vita e la morte di padre Puglisi interroga dunque il fronte antimafia e riempie di contenuti l\u2019elaborazione culturale all\u2019interno di Libera, alla scadenza dei suoi primi dieci anni di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sembra doveroso, in conclusione, lasciare la parola allo stesso sacerdote martire: \u00abOgnuno di noi sente dentro di s\u00e9 una inclinazione, un carisma. Un progetto che rende ogni uomo unico e irripetibile. Questa chiamata, questa vocazione, \u00e8 il segno dello Spirito Santo in noi. Solo ascoltare questa voce pu\u00f2 dare senso alla nostra vita [\u2026]. Il discepolo di Cristo \u00e8 un testimone. La testimonianza cristiana va incontro a difficolt\u00e0, pu\u00f2 diventare martirio. Il passo \u00e8 breve, anzi \u00e8 proprio il martirio che d\u00e0 valore alla testimonianza. Ricordate San Paolo: \u201cDesidero ardentemente persino morire per essere con Cristo\u201d. Ecco, questo desiderio diventa desiderio di comunione che trascende persino la vita\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>1 <\/sup>D\u2019AVANZO G., \u00abChe cosa resta dei film sulla mafia\u00bb, in <em>la Repubblica<\/em>, 15 gennaio 2005, 1.<\/p>\n<\/div><\/section>\n<div  class='av-buildercomment av-av_comments_list-efc336e1980f90400772811f3c75511f  av-blog-meta-comments-disabled av-blog-meta-tag-disabled'><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il film su padre Puglisi interroga il fronte antimafia. Di Lorenzo Frigerio<br \/>\n\u00abOgnuno di noi sente dentro di s\u00e9 una inclinazione, un carisma. Un progetto che rende ogni uomo unico e irripetibile.<br \/>\nQuesta chiamata, questa vocazione, \u00e8 il segno dello Spirito Santo in noi.<br \/>\nSolo ascoltare questa voce pu\u00f2 dare senso alla nostra vita [\u2026].<br \/>\nIl discepolo di Cristo \u00e8 un testimone. La testimonianza cristiana va incontro a difficolt\u00e0, pu\u00f2 diventare martirio.<br \/>\nIl passo \u00e8 breve, anzi \u00e8 proprio il martirio che d\u00e0 valore alla testimonianza.<br \/>\nRicordate San Paolo: \u201cDesidero ardentemente persino morire per essere con Cristo\u201d.<br \/>\nEcco, questo desiderio diventa desiderio di comunione che trascende persino la vita\u00bb ( P. 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