{"id":5088,"date":"2015-02-16T18:24:17","date_gmt":"2015-02-16T17:24:17","guid":{"rendered":"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/?p=5088"},"modified":"2018-06-15T00:24:03","modified_gmt":"2018-06-14T22:24:03","slug":"paola-geraci-ecco-perche-padre-puglisi-era-per-cristo-a-tempo-pieno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/paola-geraci-ecco-perche-padre-puglisi-era-per-cristo-a-tempo-pieno\/","title":{"rendered":"Paola Geraci: ecco perch\u00e9 padre Puglisi era per Cristo a tempo pieno"},"content":{"rendered":"<section  class='av_textblock_section av-33mvuo-5581b38335e22a63e65069f1b4cb6108 '   itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/BlogPosting\" itemprop=\"blogPost\" ><div class='avia_textblock'  itemprop=\"text\" ><h3 style=\"text-align: center;\">PAOLA GERACI:<br \/>\nECCO PERCHE&#8217; PADRE PINO PUGLISI ERA PER CRISTO A TEMPO PIENO<\/h3>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-5221 lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P03_logo\/3P03_1003_per_Cristo_a_tempo_pieno-233x300.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"193\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-5221 lazyload\" src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P03_logo\/3P03_1003_per_Cristo_a_tempo_pieno-233x300.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"193\" srcset=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P03_logo\/3P03_1003_per_Cristo_a_tempo_pieno-233x300.jpg 233w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P03_logo\/3P03_1003_per_Cristo_a_tempo_pieno.jpg 270w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/noscript>Il poster del Centro nazionale vocazioni utilizzato da padre Puglisi: un orologio senza lancette e lo slogan &#8220;Per Cristo a tempo pieno&#8221;<\/p>\n<p><em>Paola Geraci: una donna che ha consacrato la sua vita al Signore, medico e volontaria, impegnata nella Diocesi, con 15 anni di direzione spirituale con padre Pino Puglisi, il suo punto di riferimento. Il 15 settembre 1993 si trov\u00f2 all&#8217;ospedale Buccheri La Ferla a lavare e comporre pietosamente la salma del sacerdote ucciso dalla mafia quella sera. Come le donne e coloro che prepararono il corpo insanguinato di Cristo, deposto dalla Croce, per il sepolcro. Ecco la sua straordinaria testimonianza di quei momenti e poi, capitolo per capitolo, la descrizione del cuore dell&#8217;eredit\u00e0 di padre Pino. Egli era &#8220;per Cristo a tempo pieno&#8221;, come si leggeva in un piccolo poster vocazionale che apprezzava tantissimo e raffigurava un orologio senza lancette. Anche per questo disse s\u00ec al suo vescovo che lo chiam\u00f2 a Brancaccio: era il settimo sacerdote al quale veniva fatta la proposta&#8230;.Ma Padre Pino ebbe sino alla fine la fede in un Dio che \u00e8 Amore, che resta sempre con noi e che ci d\u00e0 coraggio in ogni momento dell&#8217;esistenza, anche quelli pi\u00f9 bui. <\/em><\/p>\n<p><strong><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-5089 size-square lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1594_geraci-180x180.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"180\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-5089 size-square lazyload\" src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1594_geraci-180x180.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1594_geraci-180x180.jpg 180w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1594_geraci-80x80.jpg 80w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1594_geraci-300x300.jpg 300w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1594_geraci-36x36.jpg 36w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1594_geraci-120x120.jpg 120w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1594_geraci-450x450.jpg 450w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1594_geraci.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 180px) 100vw, 180px\" \/><\/noscript><\/strong><\/p>\n<p><strong>di Paola Geraci <\/strong><\/p>\n<p>Direttore Ufficio per la pastorale della salute, Palermo<\/p>\n<p>Il duo comico Ficarra e Picone, nello spettacolo teatrale su P. Puglisi dal titolo \u201c<em>Ma chi ce lo doveva dire\u201d <\/em>racconta che esiste \u201cun parto per uccisione\u201d e P. Pino Puglisi lo ha vissuto. Posso affermare di essere stata testimone che questo \u201cparto\u201d \u00e8 avvenuto veramente, anche se, per questo, non ho dovuto ricorrere alla mia specializzazione di medico<\/p>\n<p>A sera avanzata del 15 settembre 1993, sono arrivata all\u2019Ospedale Buccheri La Ferla, avvertita da una amica che vi lavorava ed era di turno, ed essendo conosciuta sono entrata al pronto soccorso: qui sono stata invitata a restare dalla dottoressa Paola Pugnetti, medico legale di turno quella sera, che si \u00e8 sentita sostenuta dalla mia presenza, essendo lei l\u2019unica donna presente ed essendoci una popolazione maschile di preti, magistrati, forze dell\u2019ordine. Anche il morto era un uomo.<\/p>\n<p><strong> P. Puglisi era disteso sulla barella e sembrava che dormisse: il \u201cdanno\u201d era a livello della nuca. Constatato l\u2019avvenuto \u201cparto\u201d, sono uscita per comunicarlo alla folla e ho proposto di andare nella chiesa per fare quello che P. Puglisi avrebbe fatto: aprire il Vangelo. Altra conferma dell\u2019avvenuto \u201cparto\u201d ho potuto dare perch\u00e9 sono stata presente all\u2019autopsia di Padre Puglisi, <\/strong>insieme con Santina Di Gangi, ostetrica nel mio stesso reparto, la Clinica Ostetrica dell\u2019Universit\u00e0 di Palermo al Policlinico, e con Giuseppe Carini, lo studente di medicina di Brancaccio, che per la sua conversione, grazie al rapporto col Parroco, \u00e8 diventato testimone di giustizia, permettendo di conoscere le dinamiche che avevano portato i mandanti a decidere l\u2019uccisione. Giuseppe frequentava come studente l\u2019Istituto di Medicina legale dell\u2019Universit\u00e0 di Palermo al Policlinico, e P. Puglisi gli aveva detto \u201dquando toccher\u00e0 a me, non lasciarmi solo\u201d.<\/p>\n<p>C<strong>ompletati i tempi dell\u2019atto medico, lo abbiamo lavato, come si fa con un bambino appena nato, che \u00e8 sporco di sangue, asciugato, accuratamente vestito e rivestito dei paramenti. Le donne, che andavano per imbalsamare il corpo di Ges\u00f9 e non lo hanno trovato, sono testimoni della risurrezione. Noi abbiamo lavato il corpo di P. Puglisi morto e siamo testimoni che \u00e8 morto per testimoniare la forza dell\u2019amore del Padre, che ha fatto risorgere il Figlio e far\u00e0 risorgere ogni uomo. Questa \u00e8 stata l\u2019ultima volta che ho visto P. Puglisi, morto. <\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_5090\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5090\" class=\"wp-image-5090 size-medium lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1595_tiepolo_sepoltura_cristo-300x253.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"253\" \/><p id=\"caption-attachment-5090\" class=\"wp-caption-text\"><noscript><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-5090 size-medium lazyload\" src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1595_tiepolo_sepoltura_cristo-300x253.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1595_tiepolo_sepoltura_cristo-300x253.jpg 300w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1595_tiepolo_sepoltura_cristo.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/noscript> La Sepoltura di Cristo di Tiepolo<\/p><\/div>\n<p><strong>1. \u201cMe lo aspettavo\u201d. In sinossi con la Parola di Dio <\/strong><\/p>\n<p>Comincio dalla fine, cio\u00e8 <strong>dalla sera del 15 settembre 1993, quando P. Pino Puglisi pronuncia il suo <em>consummatum est (Gv <\/em>19,30): \u201cme l\u2019aspettavo\u201d. <\/strong><\/p>\n<p>E come il <em>consummatum est <\/em>pronunciato da Ges\u00f9, nel buio della fine della sua vita, quando il sole si oscur\u00f2, si apre sulla luce infinita della Pasqua, anche per P. Puglisi le parole ultime, che precedono il buio della sua morte, avvenuta nel buio della sera, si aprono sulla luce del suo martirio, che, innestata nella luce di Cristo, illuminer\u00e0 innanzitutto la Chiesa di Palermo e tutta la Chiesa\u2026 se ne seguiamo le orme.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Tutto \u00e8 compiuto<\/em>\u00bb(<em>Gv <\/em>19,30) \u00e8 la traduzione del <em>consummatum est<\/em>, che ci riporta il Vangelo di Giovanni, a significare che il progetto di Dio impregnato di Amore, anche se non facilmente comprensibile, si \u00e8 realizzato pienamente: <strong>la morte di Ges\u00f9, che agli occhi di coloro che lo hanno condannato e crocifisso chiude un cerchio, che a loro parere dovrebbe fare tacere per sempre il Rabb\u00ec di Galilea, piuttosto apre una porta sulla vita eterna, vincendo tutte le espressioni del male compresa la morte. <\/strong><\/p>\n<p>Ricordiamo san Paolo<em>: \u00abBisogna infatti che egli regni finch\u00e9 non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L&#8217;ultimo nemico ad essere annientato sar\u00e0 la morte, perch\u00e9 ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi\u00bb. (1 <\/em>Cor 15,25-27). Anche per P. Puglisi i mafiosi hanno pensato la stessa cosa: \u201cuccidiamolo e lo faremo tacere\u201d! Ma hanno avuto corta memoria: non hanno ricordato che il sangue degli innocenti uccisi grida pi\u00f9 della loro voce di quando erano in vita, come dice un Padre della Chiesa.<\/p>\n<div id=\"attachment_5091\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5091\" class=\"wp-image-5091 size-medium lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1596_funerali-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><p id=\"caption-attachment-5091\" class=\"wp-caption-text\"><noscript><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-5091 size-medium lazyload\" src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1596_funerali-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1596_funerali-300x225.jpg 300w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1596_funerali-450x338.jpg 450w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P04_varie\/3P04_1596_funerali.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/noscript> Un&#8217;immagine dei funerali di Padre Puglisi con i bambini dietro la bara e il Cardinale Salvatore Pappalardo<\/p><\/div>\n<p>Quanto detto mi richiama alcuni testi biblici: \u00ab<em>Fratelli, vi siete accostati \u2026 a Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti resi perfetti<\/em>, <em>a Ges\u00f9, mediatore dell&#8217;alleanza nuova, e al sangue purificatore, che \u00e8 pi\u00f9 eloquente di quello di Abele\u00bb. <\/em>(<em>Eb <\/em>12, 22-24).<\/p>\n<p><em>\u00abUno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: <\/em>\u201c<em>Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?&#8221;.Gli risposi: \u201cSignore mio, tu lo sai\u201d. E lui: \u201cSono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell&#8217;Agnello\u201d\u00bb (<\/em>Ap 7,13-14).<\/p>\n<p><em>\u00abMa essi lo hanno vinto [l\u2019accusatore] per mezzo del sangue dell&#8217;Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio; poich\u00e9 hanno disprezzato la vita fino a morire\u00bb(Ap <\/em>12,11)<\/p>\n<p>P. Puglisi partecipa al sangue purificatore di Ges\u00f9. Sono convinta che le parole \u201cme l\u2019aspettavo\u201d esprimano la conclusione di un drammatico percorso interiore: P.Puglisi ha vissuto certamente l\u2019angoscia, anche se dalle testimonianze non risulta che l\u2019abbia confidato a qualcuno. Il \u201cpastore\u201d ha tenuto tutto per s\u00e9, cercando anzi di allontanare fisicamente le \u201csue pecore\u201d cio\u00e8 altri che potevano essere nel mirino dell\u2019arma dei persecutori mafiosi. Ma l\u2019angoscia che ha vissuto, certamente non lo ha allontanato dall\u2019amore di Cristo. Come san Paolo anche P. Pino pu\u00f2 dire: <em>\u00abChi ci separer\u00e0 dunque dall&#8217;amore di Cristo? Forse la tribolazione, l&#8217;angoscia, la persecuzione, la fame, la nudit\u00e0, il pericolo, la spada? In tutte queste cose noi siamo pi\u00f9 che vincitori per virt\u00f9 di colui che ci ha amati. lo sono infatti persuaso che n\u00e9 morte n\u00e9 vita,\u2026 n\u00e9 alcuna altra creatura potr\u00e0 mai separarci dall&#8217;amore di Dio, in Cristo Ges\u00f9, nostro Signore\u00bb (Rm<\/em>8, 35-37).<\/p>\n<p><strong>2. II coraggio delle scelte <\/strong><\/p>\n<p>Come ha potuto sopportare l\u2019angoscia P. Puglisi? Io credo che P. Puglisi abbia sopportato l\u2019angoscia perch\u00e9 nella sua vita ha fatto \u201cesercizio di coraggio nelle scelte\u201d, a cominciare da quando un anziano sacerdote gli domanda: \u201cperch\u00e9 non diventi sacerdote?\u201d.<\/p>\n<p><strong>E poi la prima esperienza di essere parroco a Godrano: con il suo umorismo arguto soleva dire: \u201csono il Parroco pi\u00f9 altolocato\u201d, riferendosi al fatto che il Comune di Godrano \u00e8 il pi\u00f9 alto della Diocesi. <\/strong>Gli anni di presenza a Godrano, un paese dove la mafia, con faide familiari che seminavano morti e fomentavano rancore, e la presenza dei fratelli protestanti, lo hanno messo alla prova nel fare<em>esercizio di coraggio nelle scelte. <\/em><\/p>\n<p><strong>A differenza di don Abbondio, di manzoniana memoria, che dice \u201c<em>se uno il coraggio non ce l\u2019ha, non se lo pu\u00f2 dare\u201d, <\/em>P. Puglisi sperimenta che \u201c<em>se uno il coraggio non ce l\u2019ha, se lo pu\u00f2 fare dare, da Cristo\u201d. <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Puglisi aderisce completamente al modello che Ges\u00f9 \u00e8 stato ed \u00e8 e che san Paolo incarna. Ha incarnato quanto san Paolo diceva e dice esortando i cristiani:<em>\u00abSiate forti nella tribolazione\u00bb <\/em>(<em>Rm <\/em>12,12). Sperimenta quanto insegnava e insegna ancora l\u2019Apostolo <em>\u00ablo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza\u00bb <\/em>(<em>Rm <\/em>8,26). Il coraggio di san Paolo nelle avversit\u00e0, la sua tenace resistenza nelle persecuzioni, la sua fermezza nell&#8217;affrontare pericoli di ogni sorta per evangelizzare, costituiscono un modello di fortezza morale, che P. Puglisi fa suo. Questa fortezza ha in Dio la sua sorgente: si tratta della <em>\u00abpotenza straordinaria che viene da Dio\u00bb (2 Cor 4,7), <\/em>e che ci fa riconoscere che <em>\u00ab noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, perch\u00e9 appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi. Siamo infatti tribolati da ogni parte, ma non schiacciati\u2026portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Ges\u00f9, perch\u00e9 anche la vita di Ges\u00f9 si manifesti nel nostro corpo. Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo esposti alla morte a causa di Ges\u00f9, perch\u00e9 anche la vita di Ges\u00f9 sia manifesta nella nostra carne mortale\u00bb (2 Cor 4,8-11). <\/em><\/p>\n<p>Il 14 settembre 1993, giorno liturgicamente dedicato all&#8217;Esaltazione della Croce, &#8220;3P&#8221; celebra l\u2019Eucaristia a Boccadifalco, dove da tre anni segue le ragazze madri ospitate dalla &#8220;Casa Madonna dell&#8217;Accoglienza&#8221;, una casa alla periferia di Palermo, sostenuta dalle Assistenti Sociali Missionarie, incarico che non ha lasciato nonostante fosse Parroco a Brancaccio. Nell&#8217;omelia, intensa e semplicissima, spiega il &#8220;<em>sudar sangue<\/em>&#8221; di Cristo: <strong>\u00abQuando noi abbiamo paura o proviamo una sensazione intensa di calore, scattano le contrazioni sotto la pelle. L\u00ec ci sono come delle borsette piene che si svuotano e fanno uscire il sudore. Ma quando la contrazione \u00e8 pi\u00f9 forte, perch\u00e9 la paura \u00e8 diventata angoscia insopportabile, si rompono i capillari. Ecco perch\u00e9 si dice che Cristo sud\u00f2 sangue&#8230; Sud\u00f2 sangue per la paura umana del dolore che l&#8217;attendeva. E questo ce lo fa sentire ancora di pi\u00f9 come fratello. Da questo abbiamo conosciuto l&#8217;amore di Dio. Egli ha dato la sua vita per noi e anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli\u00bb. Il giorno dopo P. Puglisi questo sangue lo versava \u2026 <\/strong><\/p>\n<p>Il \u201cme lo aspettavo\u201d che P. Puglisi pronuncia richiama lo scorrere del tempo, tempo che \u00e8 prima <em>kronos <\/em>e che nella lettura di fede diventa <em>kairos. <\/em>Tutto il tempo di P. Puglisi era per Dio. Faccio una parafrasi di sue parole in queste: \u201c<em>Finora ho lavorato per te, Signore; adesso, che \u00e8 giunta la mia ora, che Tu hai preparato per me e che mi aspettavo, il mio tempo terreno si conclude, entro nella tua eternit\u00e0\u201d. <\/em>Come non risentire san Paolo: \u00ab<em>nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perch\u00e9 se noi viviamo, viviamo per il Signore; se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore\u00bb (Rm <\/em>14 7-8)<em>. <\/em><\/p>\n<p><strong>3. Per Cristo a tempo pieno <\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_4448\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4448\" class=\"wp-image-4448 size-medium lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P02_altri\/3P02_0504_a_tempo_pieno-300x229.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"229\" \/><p id=\"caption-attachment-4448\" class=\"wp-caption-text\"><noscript><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4448 size-medium lazyload\" src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P02_altri\/3P02_0504_a_tempo_pieno-300x229.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"229\" srcset=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P02_altri\/3P02_0504_a_tempo_pieno-300x229.jpg 300w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P02_altri\/3P02_0504_a_tempo_pieno-450x343.jpg 450w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P02_altri\/3P02_0504_a_tempo_pieno.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/noscript> Padre Puglisi in un incontro vocazionale con i giovani in una foto di fine anni Settanta. Alle sue spalle sulla destra il poster &#8220;Per Cristo a tempo pieno&#8221; con l&#8217;orologio senza lancette<\/p><\/div>\n<p>Cosa significa l\u2019espressione <em>Per Cristo a tempo pieno? <\/em>Significa che \u00abogni attivit\u00e0, Signore, ha in Te l\u2019inizio e in Te il compimento\u00bb, come diciamo in una orazione della liturgia delle ore. <em>Per Cristo: <\/em>la motivazione che come un filo d\u2019oro unificava tutte le giornate di P. Pino, tutte le attivit\u00e0 delle sue giornate, comprese quelle legate alle esigenze della vita personale, alle quali P. Puglisi non era insensibile, ma a cui dedicava poco tempo, come i pranzi per esempio, a meno che non ci fossero coinvolti altri. Usava fare le vacanze estive, ma non erano mai solo fine a se stesse: si intrecciavano con l\u2019occasione di visitare amici fuori Palermo, o erano in coda a qualche Convegno formativo. 3P non mostrava squilibrio nelle attivit\u00e0: la sua vita era cadenzata da un ritmo intenso ma senza ansia. P. Puglisi faceva fruttare al massimo i suoi rapporti interpersonali, anche per moltiplicare il suo tempo, coinvolgendo molti di coloro che avevano relazione con lui nelle iniziative che realizzava. Era un meraviglioso moltiplicatore. <strong>Tutto ci\u00f2, purtroppo, aveva un neo: P. Puglisi spesso \u201cportava ritardo\u201d negli appuntamenti, creando difficolt\u00e0 a chi aspettava, ma sua giustificazione, valida purtroppo solo per un verso, era che non poteva interrompere un colloquio per essere puntuale al successivo. <\/strong><\/p>\n<p>Ma certamente \u00e8 stato puntuale ai momenti fondamentali della sua vita!<\/p>\n<p><strong>3.1 <em>L\u2019orizzonte vocazionale della vita di P. Puglisi <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Un altro fattore, che a mio parere ha giocato nella vita e nella morte di P. Puglisi \u00e8 avere vissuto tutta la vita nell\u2019\u201corizzonte vocazionale\u201d. L\u2019orizzonte vocazionale \u00e8 stato una categoria mentale e spirituale sperimentata all\u2019inizio della sua vita di presbitero, e che si \u00e8 approfondita con la sua riflessione e con l\u2019esperienza di Direttore del Centro vocazionale diocesano e regionale. Un Direttore potrei dire appassionato, che \u201capplicava\u201d la categoria vocazionale a tutte le sue attivit\u00e0, tenendo presenti i testi conciliari, di cui \u00e8 stato un attento conoscitore. La seriet\u00e0 e l\u2019impegno con cui ha portato avanti questa responsabilit\u00e0 dice quanto importante ritenesse la dimensione vocazionale.<\/p>\n<p><strong>Non considerava un caso il suo essere prete, non erano frutto del caso tutte le esperienze vissute da presbitero, ma ogni richiesta era una vocazione, una chiamata a cui P. Puglisi rispondeva, vivendo l\u2019obbedienza. <\/strong><\/p>\n<p>Mi consta personalmente come accett\u00f2 \u201cla chiamata\u201d del Vescovo ad andare parroco alla Parrocchia San Gaetano a Brancaccio.<\/p>\n<p><strong>Me lo comunic\u00f2 poco dopo, durante un colloquio. Alla mia domanda che esprimeva tanta perplessit\u00e0 per la molteplicit\u00e0 di impegni che gi\u00e0 sosteneva, mi rispose: \u201c<em>Sono stato il settimo a cui il Vescovo ha fatto la proposta, ma quando il Vescovo chiama non si pu\u00f2 dire di no: a Lui ho promesso ubbidienza nel giorno della ordinazione\u201d. <\/em><\/strong><\/p>\n<p>In forza dell\u2019ubbidienza P. Puglisi \u00e8 diventato martire: e questo non \u00e8 un castigo, come qualcuno che non conosce la logica del Vangelo potrebbe dire, ma un premio per chi vive la testimonianza sino all\u2019estremo!<\/p>\n<p><strong>3.2 <em>Seriet\u00e0 e impegno <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Seriet\u00e0 e impegno sono, direi, una cifra o meglio la cifra dell\u2019agire di P. Puglisi. Una seriet\u00e0 che non ne faceva una persona seriosa, anzi, aveva inaspettate battute spiritose e argute. Un impegno che non lo rendeva rigido nella gestione della organizzazione, dove prevaleva la relazione diretta, empatica, con i pi\u00f9 giovani e con i pi\u00f9 anziani, sempre nel pi\u00f9 pieno rispetto della persona con cui era in contatto, pronto ad ascoltare i pareri anche dei pi\u00f9 inesperti, disposto a promuovere le persone che con lui collaboravano, senza preoccuparsi di essere \u201cil Direttore\u201d. Alla luce dell\u2019esito della sua vita sembra una profezia quanto dice nell&#8217;agosto del &#8217;91, partecipando ad un convegno di \u201cPresenza del Vangelo\u201d a Trento, in una relazione su \u201cTestimoni della speranza\u201d. \u00ab<em>Il discepolo \u00e8 testimone, soprattutto testimone della resurrezione di Cristo&#8230; Certo, la testimonianza cristiana \u00e8 una testimonianza che va incontro a difficolt\u00e0, una testimonianza che diventa martirio, infatti testimonianza in greco si dice &#8220;martyrion&#8221;. Dalla testimonianza al martirio il passo \u00e8 breve, anzi \u00e8 proprio questo che d\u00e0 valore alla testimonianza. San Matteo 5,11-12a ci riferisce le parole di Cristo: &#8220;Sarete felici quando vi perseguiteranno e mentendo diranno ogni sorta di male di voi per causa mia; rallegratevi ed esultate perch\u00e9 grande \u00e8 la vostra ricompensa nei cieli&#8221;. Per il discepolo-testimone \u00e8 proprio quello il segno pi\u00f9 vero che la sua testimonianza \u00e8 una testimonianza valida&#8230;<strong>Ricordate San Paolo:&#8221;Desidero ardentemente persino morire per essere con Cristo&#8221;. Ecco, questo desiderio diventa desiderio di comunione, che trascende persino la vita, che va al di l\u00e0 della vita stessa, anzi quasi pu\u00f2 sembrare una porta chiusa da aprire, per potere aprirsi a questo splendore di comunione con Lui\u00bb. <\/strong><\/em><\/p>\n<p>Se non si ha responsabilit\u00e0 e impegno nell\u2019agire, queste parole non albergano nella mente e in P. Puglisi albergavano non solo nella mente ma anche nel cuore.<\/p>\n<p><strong>4. Lo stile di accompagnamento di P. Puglisi attraverso la mia esperienza <\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_4622\" style=\"width: 292px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4622\" class=\"wp-image-4622 size-medium lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P02_altri\/3P02_0688-282x300.jpg\" alt=\"\" width=\"282\" height=\"300\" \/><p id=\"caption-attachment-4622\" class=\"wp-caption-text\"><noscript><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4622 size-medium lazyload\" src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P02_altri\/3P02_0688-282x300.jpg\" alt=\"\" width=\"282\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P02_altri\/3P02_0688-282x300.jpg 282w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P02_altri\/3P02_0688-450x480.jpg 450w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P02_altri\/3P02_0688.jpg 563w\" sizes=\"(max-width: 282px) 100vw, 282px\" \/><\/noscript> Una foto scattata con padre Puglisi a Matera ad un convegno del movimento Presenza del Vangelo, durante una escursione nella citt\u00e0 antica: sullo sfondo le decorazioni delle chiese rupestri. Con Paola Geraci (a sinistra) c&#8217;\u00e8 Diana Savarino.<\/p><\/div>\n<p>La richiesta di questa riflessione mi ha impegnata a cercare nella mia memoria lo stile dell\u2019accompagnamento di P. Puglisi, che ho sperimentato e che ho visto agito in altri.<\/p>\n<p><strong>Quando io ho fatto la mia scelta vocazionale, pur conoscendolo, non gli ho chiesto niente, ma poi, dai miei 30 anni ai 44, quando ormai vivevo la mia vocazione e cominciavo a sentirne le difficolt\u00e0, P. Pino \u00e8 stato il mio confessore e direttore spirituale. <\/strong><\/p>\n<p>Puglisi non era molto \u201cdirettivo\u201d, nel senso che non dava indicazioni immediate che partivano da lui. Faceva s\u00ec, invece, che le direttive nascessero dentro il colloquio con la persona, nella valutazione dei fatti e nel confronto di questi con la Parola. Era un uomo di speranza e che apriva alla speranza. Quando talvolta, alla fine della confessione, io commentavo, esprimendo la fatica che sentivo: \u201cora devo ricominciare daccapo\u201d, lui serenamente diceva: \u201c<em>non daccapo, da dove eri giunta<\/em>\u201d. Non riesco a ricordare quando e come l\u2019ho conosciuto, ma certamente attraverso le Assistenti Sociali Missionarie.<\/p>\n<p>Mi sono laureata nel 1973 e mentre stavo facendo la specializzazione in Ostetricia e Ginecologia, (scelta come risposta ad una vocazione, ancora inconsapevole, come ho potuto capire dopo) avevo cominciato a collaborare con gli operatori della Pastorale familiare diocesana, che aveva avuto un forte impulso, per volont\u00e0 del Cardinale Pappalardo. Tenevo incontri sulla sessualit\u00e0, sulla vita e sulla regolazione della fertilit\u00e0 nei corsi prematrimoniali e collaboravo con il consultorio familiare \u201cLa Casa\u201d, costituitosi sempre per volere del Cardinale.<\/p>\n<p>Ritornando indietro con il pensiero, penso che sia stato il fatto che mi avvicinavo a tutte le problematiche inerenti la vita nascente e tenevo gi\u00e0 incontri su tematiche relative a quella che si chiamava \u201ceducazione sessuale\u201d, a farmi entrare in contatto con P. Puglisi.<br \/>\nLui era gi\u00e0 parroco a Godrano e molti giovani del Paese, anche grazie ai suoi interventi presso i genitori, venivano a studiare a Palermo e avevano un punto di riferimento e di incontro nel Centro sociale del Villaggetto di Romagnolo, dove era presenza fissa l\u2019allora giovane e sempre carissima Assistente sociale missionaria Agostina Aiello, che \u00e8 stata messa, secondo me per progetto di Dio, lungo il percorso della vita di P. Puglisi, anche perch\u00e9 fosse possibile oggi avere testimonianze dell\u2019operare di 3P.<\/p>\n<p>Non ricordo quando n\u00e9 come P. Puglisi mi abbia fatto la richiesta di collaborazione, ma ricordo che, negli ultimi mesi del 1976, mentre si preparava il magnifico Convegno \u201cEvangelizzazione e promozione umana\u201d, il primo Convegno Ecclesiale della Chiesa italiana e riproposto in Diocesi per volont\u00e0 del Cardinale Pappalardo, nel tardo pomeriggio del marted\u00ec, andavo al Centro sociale e incontravo un gruppo di giovani lavoratori e studenti di entrambi i sessi, fra cui alcuni fidanzati (poi sposati) e altri che hanno seguito la vocazione presbiterale o religiosa. Con l\u2019aiuto di alcuni poster, che mi hanno accompagnato per anni e anni, prima delle diapositive, che in certi posti erano un lusso, parlavo della persona umana, della sessualit\u00e0, del suo valore intrinseco e del suo valore nella relazione interpersonale.<br \/>\nPenso che P. Puglisi sia stato \u201cun profeta\u201d perch\u00e9 in quegli anni non era frequente che si trattassero questi argomenti negli ambienti cattolici. Pochi lo facevano e P. Puglisi era tra questi.<\/p>\n<p>Lui non era sempre presente: veniva ogni tanto ma i partecipanti sapevano dove trovarlo, in paese o in alcuni giorni stabiliti l\u00ec, al punto di incontro.<\/p>\n<p>Ho fatto la \u201cpuntualizzazione\u201d della mia scelta vocazionale proprio in quel luogo, dopo un incontro con i giovani, la sera del marted\u00ec 25 gennaio 1977, restando a cena ospite di Agostina, per parlare con un amico che partecipava attivamente nel Movimento Presenza del Vangelo (allora Crociata del Vangelo) e che frequentava il Centro sociale, per continuare con i giovani l\u2019esperienza dei Cenacoli, iniziata a Godrano durante le missioni promosse dal parroco Puglisi. Sapevo della sua ricerca vocazionale e gli chiesi di incontrarlo.<\/p>\n<p>Mi sono chiesta pi\u00f9 volte: perch\u00e9 non ho parlato con il sacerdote con cui mi confessavo in quel periodo? Non lo so e non mi ricordo neanche chi fosse. Sottolineo questo fatto per dire che non sempre sono i presbiteri il canale del discernimento vocazionale: lo sappiamo tutti che anche i laici sono \u201cabilitati\u201d a questo prezioso e delicato servizio.<\/p>\n<p>L\u2019incontro con questo amico, poi diacono permanente, piuttosto che un dialogo fu un monologo: io gli spiegavo di avere capito che il Signore mi chiedeva la consacrazione a Lui, non in un convento ma mettendo il mio lavoro a servizio del Suo Regno.<br \/>\nAvevo sperimentato che molte persone, in certe situazioni esistenziali particolarmente importanti e difficili, non potevano o non volevano essere raggiunti dal sacerdote ma accoglievano, e anzi cercavano, il medico ostetrico-ginecologo. Gli dissi pure che sapevo, per averlo letto tempo prima in un trafiletto di Famiglia Cristiana, che questa forma di consacrazione nel mondo si chiamava Consacrazione negli Istituti secolari. A quel punto lui mi disse che ce n\u2019era uno vicino a noi, nato dall\u2019intuito spirituale che lo Spirito aveva dato a padre Placido Rivilli frate minore, il quale oltre che al Movimento \u201cCrociata-Presenza del Vangelo\u201d aveva dato vita anche all\u2019\u201cIstituto Secolare delle Missionarie del Vangelo\u201d, di cui in quegli anni era responsabile generale, la grande amica di P. Puglisi, Lia Cerrito. Donna Lia, come lui la chiamava. Cos\u00ec cominci\u00f2 la storia della seconda parte della mia vita.<\/p>\n<p><strong>4.1 <em>L\u2019inizio del cammino di direzione spirituale <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Quando fu il momento opportuno, chiesi a P. Puglisi di confessarmi con lui e intraprendere il cammino di direzione spirituale. <strong>Ho sperimentato che P. Puglisi, pi\u00f9 che \u201cdirettore\u201d fosse \u201caccompagnatore\u201d, in un cammino condiviso di discepolato, come una persona che ha fatto pi\u00f9 strada nella <em>sequela Christi <\/em>e che pu\u00f2 aiutare, chi ne ha fatta di meno, a riflettere, sulla esperienza di bene e di male, nella opzione di fondo di volere seguire e realizzare la volont\u00e0 di Dio. <\/strong>Ricordo che un giorno, dopo avere discusso su alcuni \u201cfatti miei\u201d, concludevo:<strong>\u00abP.Puglisi temo di essermela inventata questa vocazione!\u00bb. E lui serenamente: <em>\u00abTu credi che ogni vocazione cominci pura? Si va purificando lungo la strada della vita\u00bb. <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il Cardinale gli aveva dato l\u2019incarico di guidare la neo-formata comunit\u00e0 vocazionale: con un gruppo di adolescenti si era trasferito in un antico bel palazzo donato alla Diocesi e il primo incontro, lo ricordo benissimo, si realizz\u00f2 in una sala con tetto e pareti affrescate, con una grande finestra che si apriva su di un giardino, e che aveva come arredamento solo due sedie: una per lui e una per me, poste al centro. Ora leggo questo fatto come espressione della sobriet\u00e0 che lo caratterizzava: usare le cose offerte dalla Provvidenza senza sovraccaricarle di altro.<\/p>\n<p>Possiamo leggere in questo, come in filigrana, una caratteristica spirituale francescana? Forse s\u00ec, avvalorata anche dal profondo rapporto col Vangelo vissuto nella sua vita e dalla mitezza che lo caratterizzava.<br \/>\nAlla mitezza ho pensato il giorno dei suoi funerali: una folla immensa lo seguiva, richiamata non solo dalla conoscenza personale ma frutto immediato della sua morte. E sentivo le parole del Vangelo di Matteo 5,5: \u201c<em>beati i miti perch\u00e9 possederanno la terra\u201d<\/em>: mi pareva che quella folla fosse \u201cil possedimento\u201d che Dio concedeva ad un suo figlio, ministro della Sua chiesa, che aveva incarnato quella beatitudine in tutta la sua vita e in maniera speciale alla fine \u201c <em>come agnello mansueto \u2026\u201d <\/em>(<em>Ger <\/em>11,18).<\/p>\n<p>Un altro ricordo suscitato da qualcosa ascoltato in questi giorni, come una piccola postilla a proposito di P. Puglisi e del salotto. P. Puglisi aveva il salotto o meglio, nella casa dei suoi genitori, con cui viveva e dove rimase a vivere dopo la loro morte, c\u2019era un salotto stile anni \u201960, con sottili piedini di metallo dorato e la tappezzeria di velluto di lana rosso, che accoglieva chi vi si sedeva. Io l\u2019ho usato molte volte perch\u00e9, avendo entrambi giornate molto intense, dedicavamo le ore serali, a casa sua, per gli incontri di direzione spirituale.<\/p>\n<p>Uno degli argomenti che ritornavano nei nostri colloqui era la gestione del tempo e la possibilit\u00e0 concreta di partecipare alla Messa quotidiana. Cosa mi diceva P. Puglisi? \u00abSe devi arrivare a Messa trafelata, con la mente ancora nella situazione che hai appena lasciata, partecipando alla Messa come a qualcosa fra le altre innumerevoli attivit\u00e0 della tua giornata, \u00e8 meglio che ti fermi dove sei e fai mezz\u2019ora di meditazione sul testo del Vangelo del giorno\u00bb. Invito a tralasciare la Messa? Assolutamente no! Piuttosto convinzione che la Parola di Dio non viene dopo l\u2019Eucaristia ed \u00e8 luce per i passi a qualunque et\u00e0 e in qualsiasi condizione di vita.<\/p>\n<p><strong>5. E ancora coraggio\u2026 l\u2019annuncio di tutte le vocazioni <\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4391 alignleft lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P01_solo\/3P01_0006-195x300.jpg\" alt=\"\" width=\"195\" height=\"300\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4391 alignleft lazyload\" src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P01_solo\/3P01_0006-195x300.jpg\" alt=\"\" width=\"195\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P01_solo\/3P01_0006-195x300.jpg 195w, https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P01_solo\/3P01_0006.jpg 390w\" sizes=\"(max-width: 195px) 100vw, 195px\" \/><\/noscript>Non ricordo se la parola <em>coraggio <\/em>facesse parte dei miei pensieri durante il tempo della mia scelta vocazionale: sentivo piuttosto un grande desiderio di infinito, molta gioia nel cuore e tanta curiosit\u00e0 per il futuro. Penso che si possano sintetizzare questi sentimenti con una sola parola: innamoramento!<\/p>\n<p>P. Puglisi aveva capito che la comunit\u00e0 ecclesiale, potrebbe e dovrebbe un \u201cgrembo\u201d per la crescita non solo spirituale ma innanzitutto umana della persona. Da questa convinzione sono nati i campi vocazionali, luogo di esperienza per capire il senso della vita. Fare capire il senso della vita ai giovani era l\u2019obiettivo prioritario della Pastorale vocazionale di P. Puglisi. Il 1 Febbraio 1987, ad un convegno P. Puglisi parlando sul tema \u201c<strong>La vocazione dell\u2019uomo\u201d, <\/strong><strong>d<\/strong>ice: \u00ab<em>Qual \u00e8 il valore ed il senso della mia esistenza? E, pi\u00f9 in generale, &#8220;Chi \u00e8 l&#8217;uomo?&#8221; Ecco il perenne interrogativo: &#8220;Chi sono io? Qual \u00e8 la mia identit\u00e0? La mia vita ha un senso? Cio\u00e8: lo ha da prima, glielo do io, lo danno gli altri? Quale il senso di questa vita?&#8221;<br \/>\n\u00c8 l&#8217;interrogativo al quale hanno cercato di rispondere da sempre gli uomini\u2026 La risposta cristiana \u00e8 questa: <strong>la vita \u00e8 vocazione all&#8217;Amore <\/strong>(che \u00e8 Dio stesso). Vocazione all&#8217;Amore, quindi vocazione alla comunione con Dio. \u00c8 nella comunione con Dio la pienezza di vita dell\u2019uomo.<br \/>\nQuesta comunione con Dio si realizza attraverso la comunione con gli altri uomini e questa comunione con Dio e con gli altri uomini, gi\u00e0 da ora, \u00e8 una caparra di quello che sar\u00e0 la gioia senza fine, quando saremo ammessi a goderne in un modostraordinario, inesprimibile adesso.<br \/>\nTutti quanti, dunque, secondo l\u2019espressione di un teologo nostro siciliano, padre Consoli, rettore dello studio teologico di Catania, tutti quanti siamo come l&#8217;unico volto del Cristo. Tutti diventiamo figli nel Figlio, Cristo. Come in quel volto che c\u2019\u00e8 raffigurato a Monreale, ciascuno di noi \u00e8 come una tessera di questo grande mosaico. E quindi tutti quanti dobbiamo capire qual \u00e8 il posto che dobbiamo occupare perch\u00e9 questo volto acquisti la sua bellezza, e sia, direi, attraente per tutta l\u2019umanit\u00e0. Tutti quanti dobbiamo capire qual \u00e8 il nostro posto e dobbiamo aiutare anche gli altri a capire qual \u00e8 il proprio, perch\u00e9 si formi l&#8217;unico volto del Cristo, splendente della sua Gloria\u00bb. <\/em><\/p>\n<p>Per realizzare questo P. Puglisi ripeteva nel 1990: <em>\u00ab<\/em><em>Occorre evangelizzare la vocazione a tutti i credenti, a tutte le comunit\u00e0; la vocazione come dimensione della vita, come mistero dell&#8217;amore di Dio. In particolare, i giovani devono essere aiutati a riscoprire la dimensione vocazionale della vita e dell&#8217;esistenza\u00bb. <\/em><\/p>\n<p>Prima di tutto c\u2019\u00e8 la vocazione alla vita. Siamo stati chiamati alla vita, non ce la siamo data noi: la cosa pi\u00f9 nostra che abbiamo l\u2019abbiamo ricevuta in dono, in modo gratuito. Da questa prima vocazione discendono tutte le altre, permeate dalla fondamentale vocazione all\u2019Amore: siamo stati chiamati alla vita con un gesto che esprime l\u2019amore fra una donna e un uomo e siamo chiamati a viverlo, questo amore, per realizzare la nostra vita. Una forma, la pi\u00f9 ordinaria, per realizzare l\u2019amore nella nostra vita \u00e8 il matrimonio.<\/p>\n<p>P. Puglisi continuava: \u00ab<em>Il matrimonio, formarsi la famiglia, \u00e8 una vocazione, non \u00e8 un fatto naturale. Capita che due si incontrano, hanno simpatia l\u2019uno verso l\u2019altro e si sposano. La simpatia, l\u2019incontro possono essere dei segni, ma tutti i segni sono ambigui, bisogna fare discernimento dei segni. Non \u00e8 detto che due che hanno simpatia siano fatti per il matrimonio, io credo che \u00e8 proprio della persona normale avere simpatia per qualche persona dell\u2019altro sesso.<br \/>\nUna persona che non abbia simpatia per persone dell\u2019altro sesso potrebbe non essere normale.<br \/>\nQuindi, la simpatia non \u00e8 proprio un segno certo, bisogna vedere qual \u00e8 il proprio modo di vivere l\u2019amore e, quindi, le due persone dovranno fare eventualmente un cammino di discernimento per capire se \u00e8 quello il modo con cui dovranno manifestare al mondo l\u2019amore di Dio\u00bb. <\/em><\/p>\n<p>Posso affermare che questa concezione della vita ha accompagnato la mia vita, ma anche quella di quasi due generazioni di giovani e meno giovani, che in qualche modo hanno avuto contatto con Lui.<\/p>\n<p>Poi P. Puglisi richiamava<em>: \u00abL\u2019altra forma, attraverso la quale ciascuno di noi pu\u00f2 diventare segno dell\u2019amore di Dio, \u00e8 la \u201cverginit\u00e0 sponsale\u201d. Io la chiamo cosi. Molti la chiamano \u201ccelibato per il Regno dei cieli\u201d. Il termine \u201cverginit\u00e0 sponsale\u201d mi piace di pi\u00f9 perch\u00e9 sembra contraddittorio. Vuol dire questo: non \u00e8 una verginit\u00e0 sterile, che si chiude, che mette barriere, ma \u00e8 una verginit\u00e0 che si apre ad una fecondit\u00e0 che logicamente non \u00e8 materiale.<br \/>\nNon voglio dire, per\u00f2, che la fecondit\u00e0 degli sposi sia semplicemente materiale, altrimenti sarebbe troppo poco, sarebbe la fecondit\u00e0 che hanno le mucche, i cani ecc &#8230;<br \/>\nI due genitori generano non solo un corpo, ma una persona e generano una persona che attraversa tutta una vita; chiaramente \u00e8, perci\u00f2, una generazione che riguarda le diverse componenti della persona umana.<br \/>\nNella paternit\u00e0 o maternit\u00e0 della verginit\u00e0 sponsale viene semplicemente a parlarsi della generazione spirituale, di quella che l\u2019uomo compie per la dimensione spirituale. La verginit\u00e0 sponsale dice un rapporto immediato con il Cristo\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><strong>6. Non temere \u2026 <\/strong>Ma a queste scelte si oppone, specialmente oggi, la mancanza di coraggio per scegliere. Non ci sono pi\u00f9 molti giovani che scelgono il sacerdozio e la vita consacrata ma anche pochi giovani intraprendono la vita matrimoniale. Ho detto \u201cspecialmente oggi\u201d ma forse non \u00e8 vera questa affermazione. Me lo fa pensare il fatto che nella Sacra Scrittura \u00e8 riportata per 365 volte l\u2019espressione \u201c<em>non temere<\/em>\u201d, che evidentemente \u00e8 la risposta di Dio alla paura che l\u2019uomo avverte ed esprime davanti a qualcosa di sconosciuto, alla paura che gli viene chiesto di iniziare, di compiere qualsiasi azione, piccola o grande che sia.<\/p>\n<p>P. Puglisi diceva che ci sono persone che vivono tutta la vita su di un piede solo, perch\u00e9 per tutta la vita aspettano di\u2026 fare il passo.<br \/>\nPer seguire, oggi, lo stile di P.Puglisi cosa possiamo fare per raggiungere i giovani ed aiutarli a mettere in pratica le proposte evangeliche, vere ieri e oggi? Per aiutarli a fare scelte coraggiose per la loro vita, a fare loro scoprire un orizzonte che ha come caratteristica il senso della vita come vocazione, in cui Ges\u00f9 \u00e8 il tesoro che d\u00e0 la felicit\u00e0?<br \/>\nPrima di tutto dobbiamo credere alla proposta del Vangelo, cos\u00ec come ci credeva P. Puglisi, che viveva un profondo rapporto con Ges\u00f9, nutrito di preghiera meditata della Parola e di intimit\u00e0 con Ges\u00f9 Eucaristia.<\/p>\n<p>Per trovare una via di accesso ai giovani, poi, bisogna usare la via che da sempre \u00e8 valida, per tutte le et\u00e0: la via del cuore. Farli sentire amati, fare sentire loro che qualcuno si interessa a loro, che loro sono il futuro e senza di loro il mondo e la Chiesa non hanno futuro.<\/p>\n<p>Oltre le parole vale sempre la pedagogia di Ges\u00f9, che P. Puglisi attuava: \u201c<em>Vieni e vedi<\/em>\u201d: creare occasioni di incontro e di attivit\u00e0 in cui i giovani si sentano interpreti, pur se guidati e stimolati da altri pi\u00f9 avanti di loro per et\u00e0 ed esperienza, tempi in cui la loro creativit\u00e0 possa essere messa a disposizione di qualcuno che ha bisogno, per provare la gioia del dare, esperienza che non conosci fino a quando non la vivi.<\/p>\n<p><strong>7. IL CORAGGIO DELLA TESTIMONIANZA <\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4430 aligncenter lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P01_solo\/3P01_0048-300x225.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4430 aligncenter lazyload\" src=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/wp-content\/uploads\/3P01_solo\/3P01_0048-300x225.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/noscript>\u201cIl mondo ha bisogno di testimoni pi\u00f9 che di maestri\u201d, ha detto Paolo VI, ma i testimoni devono sapere che, nei confronti dei giovani, \u00e8 necessario che siano anche educatori e formatori.<\/p>\n<p>P. Puglisi ha pensato come un credente, in particolare come un presbitero, chiamato ad essere educatore e formatore, non autoritario ma autorevole, capace di dire si e di dire no e di mantenere quanto detto.<\/p>\n<p>Questi due termini, formatore ed educatore, spesso sono usati come sinonimi e cos\u00ec li user\u00f2 anche io, pur sapendo che non sono tali. Non mi fermer\u00f2 a sottolineare i punti in comune o le differenze del significato di queste parole, perch\u00e9 sono convinta che, se una persona \u00e8 veramente formatore, il suo essere formatore si fonde con l\u2019essere educatore.<br \/>\nIn P. Puglisi certamente i due aspetti sono presenti e fusi e non credo che lui facesse una differenza a proposito o decidesse a tavolino quando era l\u2019uno o l\u2019altro. Riguardo a questo \u00e8 sorta in me una immagine: vedo P. Puglisi come lo scultore, che deve dare forma al soggetto che ha in mente -il formatore -e che, per fare questo, deve tirare fuori dal blocco di marmo il soggetto che ha in mente &#8211; l\u2019educatore -.<\/p>\n<p>P. Puglisi, per\u00f2, non ha davanti un blocco di marmo ma la persona e specialmente la persona in una particolare et\u00e0 della vita, l\u2019adolescenza o la prima giovinezza, la persona con cui creare una relazione, strumento speciale per \u201cdare forma e tirare fuori\u201d.<\/p>\n<p>P. Puglisi ha utilizzato <strong><em>la relazione <\/em><\/strong>al posto dello scalpello dello scultore. Continuo con l\u2019esempio: una cosa che lo scultore fa prima di iniziare il suo lavoro \u00e8 stare a guardare il marmo, quasi a vedere la forma gi\u00e0 presente, quasi ad ascoltare cosa gli dice, perch\u00e9 in qualche modo dal blocco di marmo riceve la guida per il suo lavoro.<\/p>\n<p><strong>Penso che P. Puglisi facesse la stessa cosa: era un esperto nella virt\u00f9 dell&#8217;ascolto. Lo prendevamo in giro per le sue grandi orecchie: sono state forse un segno della Provvidenza? <\/strong><\/p>\n<p>Davanti ad una persona, adolescente o giovane, il suo impegno \u00e8 stato quello di dare una forma, la forma di Ges\u00f9 vero Uomo e vero Dio, e di tirare fuori da questa persona l\u2019immagine di Ges\u00f9 presente in ogni persona facendogliene prendere consapevolezza. Per P. Puglisi era normale che attraverso la relazione con lui, la persona instaurasse una relazione personale con Ges\u00f9: lui era solo uno strumento.<\/p>\n<p>Nella relazione con Ges\u00f9 si trova la risposta alla vocazione, al senso della vita ma, per rispondere a qualunque vocazione, si richiede la maturit\u00e0, a cui i formatori devono accompagnare i giovani. E non \u00e8 una impresa semplice!<\/p>\n<p>P. Puglisi \u00e8 stato un appassionato animatore vocazionale e direttore spirituale, ed \u00e8 riuscito spesso nel suo obiettivo di fare superare le difficolt\u00e0 determinate dalla mancanza di coraggio, facendo s\u00ec che molti, tentati di passare tutta la vita su un piede solo, in attesa di fare il passo, riuscissero a fare quel passo.<\/p>\n<p><strong>Lui ha testimoniato che la paura di fare scelte coraggiose si pu\u00f2 vincere solo fidandosi di Uno che pu\u00f2 portare a dire s\u00ec, senza riserve, rispondendo alla chiamata che questo Uno-Amore fa sentire. <\/strong><\/p>\n<p>(<em>Dalla rivista &#8220;Vocazioni&#8221;) <\/em><\/p>\n<\/div><\/section>\n<div  class='av-buildercomment av-av_comments_list-efc336e1980f90400772811f3c75511f  av-blog-meta-comments-disabled av-blog-meta-tag-disabled'><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>P. 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